Per domani, mercoledì 13 luglio, alle 18.30, presso l’aula del Consiglio di Nizza di Sicilia, organizzato un incontro
L’associazione socio-culturale “Prendiamoci il Futuro” di Nizza di Sicilia scende in campo "in difesa della Costituzione Italiana", e costituisce il “Comitato per il no”. Gli italiani, per il prossimo autunno, sono stati chiamati a dire sì o no alla proposta di legge Boschi, sulla riforma costituzionale, perché, in sede di votazione, in Parlamento, il ddl non ha ottenuto la maggioranza dei voti, pertanto, la decisione, della sua entrata in vigore, spetterà ai cittadini. Il testo della riforma Boschi introduce diverse novità, tra cui l’abolizione del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, la modifica del quorum per l’elezione del presidente della Repubblica e l’aumento del numero delle firme necessarie per proporre un referendum.
“Lo scontro tra il Sì e il No è trasversale – spiega il presidente del sodalizio, Carlo Gregorio e attraversa tutti gli schieramenti politici, ideologici e culturali. Il referendum costituzionale 2016 è molto importante perché si deciderà se cambiare oppure no alcuni punti cardine del testo della Costituzione così come lo conosciamo, quindi è bene arrivare preparati e consapevoli riguardo il ddl Boschi e le posizioni favorevoli e contrarie”. L’associazione socio-culturale “Prendiamoci il Futuro” di Nizza ha ritenuto di dover dare il proprio contributo, in difesa della Costituzione Italiana, schierandosi per il “NO”. E per domani, mercoledì 13 luglio, alle 18.30, presso l’aula del Consiglio di Nizza di Sicilia, ha organizzato un incontro, tra liberi cittadini, in cui saranno discusse alcune tematiche. Referendum costituzionale 2016: perché si sono rese necessarie le votazioni? Per cosa si andrà a votare? Quali le motivazioni del Si? Perché votareNo? All’incontro, parteciperanno il prof. Salvatore Bottari, docente in Storia moderna, all’Università di Messina e l'arch. Maurizio Rella, responsabile Cdc, di Messina. Inoltre si costituirà il “Comitato per il no alla riforma costizionale”.
