Il presidente ha firmato le nomine con il ritorno della Dc. Per l'assessora messinese e Sammartino, niente passo indietro nonostante i casi giudiziari
SICILIA – Niente passo indietro per gli assessori Elvira Almata e Luca Sammartino. Gli esponenti di Fratelli d’Italia e Lega, allo stato attuale, rimangono nella Giunta Schifani. Il rinvio a giudizio, in processi differenti, non è certo una condanna. Ma, sulla base dell’opportunità politica, ci si attendeva un momentaneo passo indietro. Tuttavia, così non è stato. E così oggi il presidente Renato Schifani ha varato il rimpasto, o “rimpastino”, nel segno del ritorno della Dc dopo il caso Cuffaro.

A essere nominati Nuccia Albano (Democrazia cristiana), medico legale, perito e consulente di Tribunali e Procure della Sicilia, che torna a occupare il posto all’assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro; Elisa Ingala (Mpa-Grande Sicilia, foto in basso), commercialista, già assessora comunale a Caltanissetta e amministratore giudiziario di aziende sottoposte a sequestro preventivo, che guiderà l’assessorato della Funzione pubblica e delle autonomie locali; Marcello Caruso, già assessore comunale e provinciale a Palermo, ex coordinatore regionale di Forza Italia ed ex presidente della municipalizzata Amia e amministratore unico della Sas, nuovo assessore alla Salute.

Schifani: “Si ripristina la Giunta al completo”
“Con queste designazioni vengono coperti i due assessorati che dal 10 novembre scorso erano rimasti ad interim nelle mani dello stesso Schifani, mentre Caruso subentra a Daniela Faraoni. Si ripristina la Giunta al completo – dichiara il presidente Schifani – condizione per proseguire con ancora maggiore efficacia, in quest’ultima parte della legislatura, l’azione amministrativa e dare piena attuazione agli impegni assunti con i siciliani”. Il presidente ha rivolto un ringraziamento a Daniela Faraoni “per il lavoro svolto in questo anno con impegno e competenza alla guida dell’assessorato della Salute”.
I casi Amata e Sammartino, l’esponente di Fratelli d’Italia: “Rimetto al mio partito il mandato”
Quanto ai casi Amata e Sammartino, rispettivamente di Fratelli d’Italia e Lega, il rinvio a giudizio per corruzione non è stato ritenuto dai rispettivi partiti sufficiente per procedere a una sostituzione. Le dimissioni, in sostanza, spezzerebbero i già precari equilibri politici nel centrodestra siciliano.
Così l’assessora al Turismo nei giorni scorsi: “Un rinvio a giudizio non equivale a una condanna ma ci sarà un processo durante il quale avrò l’opportunità di chiarire la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Non appena ho ricevuto la notizia, ho immediatamente informato il partito e rimesso a Fratelli d’Italia il mio mandato”.
Per Elvira Amata il processo dal mese di settembre
Un rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione. Amata, assistita dall’avvocato Sebastiano Campanella, si difenderà davanti ai magistrati del Tribunale di Palermo a partire dal prossimo 7 settembre. Lo ha deciso il Giudice per l’udienza preliminare palermitato Walter Turturici. L’imprenditrice Marcella Cannariato, titolare della A&C Broker, ha invece scelto invece di essere giudicata col rito abbreviato e per lei il Gup ha disposto la condanna a 2 anni e mezzo.
Al centro dell’indagine l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci presso la società di Marcella Cannariato, che avrebbe anche pagato spese di alloggio a Palermo per circa cinquemila euro. L’assessora avrebbe poi riconosciuto alla A&C Broker il finanziamento per una manifestazione, “Donna, economia e potere”, promossa dalla Fondazione Belisario, di cui Cannariato era rappresentante regionale. Trentamila euro l’ammontare del finanziamento, stanziato con decreto assessoriale n. 2598 del 25 ottobre 2023.
