Risanamento: sinergie, programmazione e riqualificazione - Tempo Stretto

Risanamento: sinergie, programmazione e riqualificazione

Redazione

Risanamento: sinergie, programmazione e riqualificazione

domenica 17 Novembre 2019 - 09:28
Risanamento: sinergie, programmazione e riqualificazione

Ordini professionali, associazioni, amministrazioni, sindacati intorno ad un tavolo per far decollare il risanamento

Riflettori accesi sul risanamento presso la sede dell’Ordine degli Architetti in occasione del secondo incontro sulla problematica promosso dalla Fondazione Nuovo Mezzogiorno, che ha riscontrato la partecipazione tra gli altri del Vice Sindaco Salvatore Mondello, del Presidente dell’A.Ris.Me. Marcello Scurria, del Segretario di CGIL Giovanni Mastroeni e della CISL Tonino Genovese.

Assenti, perché impegnati in compiti istituzionali, gli On. D’Uva e Navarra che con due note separate hanno voluto sottolineare al tavolo il loro impegno per far sì che il tema del risanamento a Messina venga posto all’attenzione del Governo nazionale dal quale si auspica un sostegno in termini legislativi e di risorse finanziarie.

Rivedere i Piani particolareggiati

Il Presidente dell’ordine Pino Falzea, nel ringraziare i partecipanti ed auspicare che alla accelerazione impressa allo sbaraccamento da parte di Amministrazione comunale ed A.Ris.Me – nel cui consiglio di amministrazione siede anche l’Arch. Giuseppe Aveni pure presente all’incontro – possa seguire un programma articolato di riqualificazione delle aree degradate cittadine, ha sottolineato la necessità di rivedere i Piani Particolareggiati di Risanamento ancora vigenti, secondo le nuove esigenza di una città che ha bisogno di interventi di qualità nelle periferie finalizzati anche a stimolare gli investimenti privati, indispensabili per la rigenerazione urbana nei brani di città da rigenerare.

Servono risorse e programmazione

Il vice Presidente della Fondazione Nuovo Mezzogiorno Francesco Barbalace ha introdotto il Prof. Giuseppe Fera, redattore di un documento condiviso (vedi articolo in homepage). E’ emerso come l’ammontare delle risorse finanziarie ancora necessarie superi i 300 milioni di euro; una cifra che richiede una attenta programmazione delle azioni, dei progetti da realizzare, dei soggetti attuatori e dei tempi necessari.

Riqualificare la periferia

I presenti hanno sottolineato la necessità di inquadrare il risanamento delle aree baraccate all’interno di una più complessiva politica di riqualificazione della periferia degradata della città a partire da una revisione dei piani di risanamento.

Parola d’ordine: sinergia

In ultimo è emersa la necessità di creare una sinergia ed un coordinamento fra il Comune di Messina e i governi regionale e nazionale, senza la cui collaborazione difficilmente sarà possibile raggiungere l’obiettivo del Risanamento.

Il percorso dell’amministrazione

Il Vice Sindaco Mondello ha sottolineato le azioni intraprese dall’Amministrazione comunale che, dopo avere formalmente costituito l’Agenzia per il Risanamento, ha già stipulato i primi contratti di acquisto di alloggi da destinare agli aventi diritto,  ed inoltre è riuscita ad ottenere nuovi finanziamenti importanti attraverso il PON Metro ed Agenda Urbana, in grado di imprimere una decisiva azione per lo sbaraccamento e la riqualificazione di aree urbane strategiche per il cambiamento di Messina.

I traguardi dell’ArisMe


Marcello Scurria ha rimarcato l’importanza di avere oggi un unico soggetto attuatore del risanamento, l’Agenzia da lui presieduta ed il dramma di avere trovato, rispetto alle somme programmate dalla legge 10 del 1990, solo macerie: 52 milioni di euro impegnati con decreto regionale ed andati in perenzione perché non spesi dalle precedenti azioni amministrative. Adesso il nuovo modello gestionale e di attuazione sta già dando i primi importanti risultati, con somme finalmente spese, case acquistate, messinesi allontanati dalle baracche che saranno presto demolite.

Iacp “palla al piede”


Angela Bottari ha posto l’accento sulla necessità di abbattere quella che sembra essere una intollerabile “cultura della baracca”, con tanto di mercato di occupazione, vendita, cessione da sradicare al pari dei manufatti fatiscenti. Poi una stoccata all’IACP: è stato una palla al piede ed un divoratore di risorse: per ogni investimento, il 36-40 % veniva assorbito dall’Istituito, con un intollerabile drenaggio di risorse.


In conclusione, si è deciso di creare una sinergia tra i vari soggetti presenti al tavolo e riprendere il confronto con il Ministero della Coesione territoriale per reperire nuove risorse, fra cui anche parte degli 800 milioni già destinati alla Città di Messina per le opere complementari al Ponte.

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