Il consigliere Antonuccio denuncia l'assenza di alunni, per il sindaco Visalli è un presidio contro lo spopolamento
Un finanziamento di 2 milioni 190mila euro proveniente dai fondi Fsc (Sviluppo e Coesione) accende un aspro dibattito politico a Roccavaldina. Al centro della contesa c’è la realizzazione di un nuovo plesso scolastico, un’opera che divide profondamente l’Amministrazione comunale e l’opposizione sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla visione demografica del borgo.
L’attacco di Cuore Roccese: una scuola senza studenti
Il capogruppo di minoranza, Antonio Antonuccio, ha espresso una posizione dura, parlando di una scelta completamente scollegata dalla realtà. Secondo l’esponente di “Cuore Roccese”, i dati ufficiali sulla popolazione scolastica non lasciano spazio a interpretazioni: “Siamo davanti a una scelta che definire ‘sbagliata’ è riduttivo. Si tratta di una decisione politicamente grave, irresponsabile e completamente scollegata dalla realtà dei fatti, ignorando dati ufficiali che chiunque, in buona fede, non avrebbe potuto trascurare. Già da quest’anno nel nostro Comune non risultano più scuole secondarie di primo grado, e il dato demografico è inequivocabile: secondo le statistiche ufficiali sulla popolazione scolastica, abbiamo solo 5 bambini alla scuola dell’infanzia e 18 alla scuola primaria, per un totale di appena 23 alunni, con una media di circa 3,61 studenti per classe. Inoltre, sette (7) di questi alunni usciranno dal ciclo scolastico alla fine del prossimo anno, e in base ai numeri non sono previsti nuovi ingressi alla primaria. I numeri parlano da soli: state costruendo una scuola senza studenti”.
Antonuccio prosegue stigmatizzando lo spreco di risorse e la mancanza di prospettiva: “La struttura, destinata a rimanere vuota, comporterà costi certi e continui per manutenzione, utenze, gestione e sicurezza, trasformandosi in un fardello permanente per i cittadini, chiamati a pagare per una scelta che non hanno mai chiesto. Questo è un grave spreco del denaro dei cittadini, l’ennesimo investimento sul cemento invece che sulle persone, mentre in tutta Italia esistono scuole con centinaia di alunni che attendono da anni interventi urgenti di ristrutturazione, messa in sicurezza e adeguamenti antisismici. Attiveremo tutte le procedure amministrative e i passaggi istituzionali presso gli uffici competenti per chiedere la revisione del progetto e la redistribuzione efficiente delle risorse pubbliche. Non si può continuare a fare investimenti privi di prospettiva: servono scelte fondate sui dati, non atti di propaganda”.
La replica del sindaco: un investimento sul futuro
Abbiamo chiesto una replica al sindaco Salvatore Visalli, che difende l’opera non come un calcolo numerico, ma come una scommessa per la sopravvivenza stessa della comunità contro il declino demografico. Il sindaco rivendica il valore del nuovo edificio: “Ridurre la scuola a un mero esercizio di contabilità è un errore grave, prima ancora che politico. La scuola non è un edificio che si giustifica solo con i numeri, ma un presidio di civiltà, coesione sociale e futuro. Dove c’è una scuola, c’è vita. Dove una scuola chiude, un paese inizia lentamente a morire. La critica mossa dal gruppo di minoranza ‘Cuore Roccese’ parte da un presupposto fuorviante: che le politiche pubbliche debbano limitarsi a fotografare l’esistente, rinunciando a qualsiasi visione di sviluppo. Ma amministrare significa anche e soprattutto creare le condizioni perché una comunità possa crescere, non certificare il proprio declino”.
Il primo cittadino respinge l’accusa di “scuola vuota”, sottolineando l’importanza delle infrastrutture moderne per attrarre nuove famiglie: “In un piccolo Comune come il nostro lo spopolamento non si combatte chiudendo servizi essenziali ma rafforzandoli. Nessuna giovane famiglia sceglierà mai di restare o trasferirsi in un paese che rinuncia alla propria scuola. Al contrario, una scuola moderna, sicura e funzionale è un segnale chiaro: questo Comune investe nel futuro. Un nuovo plesso scolastico non è solo aule e corridoi, ma uno spazio polifunzionale, capace di ospitare attività educative, culturali, sociali, laboratoriali, aggregative. È un’infrastruttura che può diventare il cuore pulsante della comunità”.
Le ragioni del finanziamento vincolato
In merito all’aspetto economico e alla natura dei fondi Fsc, l’Amministrazione chiarisce che si è trattato di un’occasione colta grazie alla capacità di progettazione dell’ente: “Il finanziamento ottenuto è vincolato e destinato proprio a questo tipo di intervento. Non si tratta di risorse sottratte ad altre scuole o ad altri territori, ma di fondi assegnati perché questa Amministrazione ha saputo intercettare un’opportunità. Rinunciarvi avrebbe significato perdere risorse pubbliche, non redistribuirle. Infine, è singolare che si parli di ‘cemento’ contrapposto alle ‘persone’. Una scuola sicura, antisismica, adeguata agli standard moderni è un investimento sulle persone, sui bambini di oggi e su quelli di domani. La vera domanda, dunque, non è se oggi ci siano abbastanza alunni per riempire una scuola. La domanda è: vogliamo un paese che si arrende ai numeri o un paese che prova a cambiarli?”.
