Parata di stelle a Cannes: grande apertura con “Cafè Society” di Woody Allen - Tempostretto

Parata di stelle a Cannes: grande apertura con “Cafè Society” di Woody Allen

Tosi Siragusa

Parata di stelle a Cannes: grande apertura con “Cafè Society” di Woody Allen

domenica 15 Maggio 2016 - 07:49

Sulla rotta della decima musa: tutte le novità della 69a edizione della storica rassegna filmica francese. Impressioni a cura di Tosi Siragusa

Dall'11 al 22 maggio il sipario di Cannes: la grande kermesse, ove presidente della Giuria è George Miller, si è aperta con il film romantico di Woody Allen "Cafè Society", ambientato nella Hoollywood anni '30, con Kristen Stewart e Jesse Eisenberg (di prossima uscita sugli schermi italiani) ove è narrata la storia di un giovane che rimane affascinato (e trova anche l'amore) dal fermento creativo del mondo del cinema dell'epoca, in quei luoghi. Più che una promessa è anche "Il Gigante Gentile" di Steven Spielberg, fantasy per bambini e adulti, con bellissime immagini, tratto da uno script di Roald Dahl, con protagonista Mark Rylance, che tratta dell'amicizia di una ragazzina solitaria con il gigante che porta i sogni ai bambini.

La selezione americana, insomma, la fa da padrona, anche con altre opere filmiche di grande potenzialità commerciali, quali "Money Monster" e "The Nice Guys", il primo diretto da Jodie Foster, con George Clooney e Julia Roberts, sui media e la finanza, il secondo, di Shane Blake, noir con Ryan Gosling e Russel Crowe nel ruolo di due poliziotti (in realtà tutti i lungometraggi sono nella sezione Fuori concorso). L'Italia, che l'anno scorso era rappresentata da Sorrentino, Moretti e Garrone, quest'anno è presente con Villa Malaparte a Capri per "Il Disprezzo" di Godard nel manifesto ufficiale, ed è simboleggiata solo da "Pericle il Nero", di Stefano Mordini, nella sezione Un Certain Regard, opera drammatica interpretata da Riccardo Scamarcio, con codino da samurai e tatuaggi e Marina Fois, che è tratta, con adattamento, da un romanzo del 1993 di Giuseppe Ferrandino, con spostamento dell'azione da Napoli al Belgio; il protagonista Pericle è definito "il nero" per essere un killer al servizio di un boss, e commette un errore irrimediabile: fuggito in Francia, si innamora, decidendo di svoltare in cerca di riscatto.

Valeria Golino è unica giurata italiana del concorso. E' poco davvero, e irritante appare la sincerità del delegato generale Thierry Frèmaux, che motiva l'assenza italiana con la mancanza di film meritevoli. Gli italiani stanno però anche nella sezione Quinzaine des realisateur: "Fai bei sogni", di Marco Bellocchio, dal bestseller di Massimo Gramellini, con musiche di Carlo Crivelli e fotografia di Daniele Ciprì, e interpretato da Berenice Bejo e Valerio Mastandrea, che è altresi presente in "Fiore" di Claudio Giovannesi con Daphe Scoccia. "La pazza gioia" di Paolo Virzì, dramedy, con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi che interpretano Donatella, fragile e silenziosa, e Beatrice, simpatica impicciona che si crede una contessa, che s'incontrano in una clinica per disturbi mentali che vede la loro fuga alla ricerca della felicità. Farà discutere il visionario horror ambientato nel mondo dell'alta moda, "The Neon Demon", in concorso, cannibalico e perfetto esteticamente, diretto da Nicolas Winding Refn, con Elle Fanning, Jesse (bellissima modella presa di mira da donne ossesionate dalla bellezza), e Keanu Reeves, e il lungometraggio, anch'esso in gara, "Juste La Fin Du Monde", del giovane prodigio Xavier Dolan, già premiato dalla giuria di Cannes per "Mommy", tratto dall'omonima piece teatrale di Jean Luc Lagarce, con un cast d'eccezione, Marion Cotillard, Lea Seydoux e Vincent Cassel, che racconta del drammatico ritorno in famiglia, dopo una lunga assenza, dello scrittore Louis, che dovrà affrontare la comunicazione della sua prossima fine ai propri cari. D'impatto anche "The Last Face", in concorso, diretto da Sean Penn, un melodramma con Charlize Theron, Wren, una donna che dirige una ong in Africa ed è alle prese con una emergenza umanitaria nel corso di una sollevazione in Liberia e Xavier Bardem, coraggioso medico. "Julieta", del grande Pedro Almodovar, in concorso, che uscirà in Italia a fine mese, tratto liberamente da tre racconti di Alice Munro, trasposti in Spagna, si preannuncia come sempre un'incantevole storia al femminile, della professoressa di letteratura greca, Julieta, un personaggio quasi claustrofobico, una donna allo stremo, ove ricordi, rese dei conti e passioni tessono le esistenze di Julieta (resa da Adriana Ugarte e Emma Suares in età diverse dell' esistenza) e della figlia Antia, che si sono perse e si ritroveranno attraverso le lettere della madre, in questo dramma senza lacrime, parodie e umorismo. Infine, "Paterson", di Jim Jarmusch, con Adam Driver, ove Paterson (che ha lo stesso nome del luogo) è un conducente di bus, con una ricca vita interiore, ma una esistenza rutinaria, diversamente dalla moglie Laura, che sogna in grande.

Tosi Siragusa

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