"Il segreto del suo volto", film drammatico di Christian Petzold

“Il segreto del suo volto”, film drammatico di Christian Petzold

Tosi Siragusa

“Il segreto del suo volto”, film drammatico di Christian Petzold

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sabato 07 Marzo 2015 - 07:29

Sulla rotta della decima musa: il fantasma di Nelly rivuole la sua identità nel nuovo film del tedesco Christian Petzold. Impressioni a cura di Tosi Siragusa.

Film drammatico del regista tedesco Christian Petzold, in rinnovato sodalizio con la sua attrice feticcio, la straordinaria Nina Hoss, già dallo stesso diretta anche, fra gli altri in “La scelta di Barbara”. L’intitolazione e l’incipit del lungometraggio almodovariani, rimandano a “la pelle che abito”. Ma nella vicenda d’amore tradito sono ravvisabili anche memorie palesi dell’opera hitchcockiana “La donna che visse due volte”.
Nelly è l’unica della sua famiglia scampata ad Auschwitz, e, essendo sfigurata, deve farsi ricostruire il volto attraverso una plastica facciale. L’incontro, nel settore americano di Berlino, con Johnny, subito colpito dalla sua somiglianza con la moglie, che crede defunta, crea una situazione fortemente ambigua e psicologicamente coinvolgente, laddove Nelly riceve “offerta” di imparare ad essere la presunta morta, con istruzioni per vestirsi, pettinarsi, assumere le movenze dell’altra – il tutto per riuscire a ottenere l’eredità, che divideranno. Inizia così per Nelly un percorso di ritorno in se stessa. Il fantasma di Nelly rivuole la sua identità e ciò ha creato disagio, ad es. in Germania, ove ad oggi la sopravivenza ai campi di sterminio è argomento troppo sensibile.
Nina Hoss, splendida, con iniziali occhiaie anche dell’anima – recita con gli occhi, le mani, il corpo ed ha una fisicità travolgente. Interessante anche la resa attoriale, in un ruolo da antipatico, dir. Zehrfeld.
L’ispirazione è tratta dal romanzo poliziesco di Hubert Montheilet – di cui però rimane solo l’idea centrale – e ha generato un prodotto finale suggestivo. Nelly potrebbe essere allegoria del popolo ebraico ….. Johnny della nuova Germania. L’insegna del cabaret berlinese, che tanta parte ha nell’azione, riporta denominazione metaforica “Phoenix”, costituendo anche titolo originale del film – con evidente riferimento alla nuova esistenza della protagonista.
L’epilogo è da mèlo.
Voto 8 e 1/2, quasi ottimo.
In programmazione c/o il cinema Lux di Messina, con orari 18.10 e 20,30.

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