La candidata sindaca del centrosinistra contesta "il sistema creato da De Luca a Messina. Basta con le nomine politiche dei componenti dei Cda"
MESSINA – “Sulle partecipate noi abbiamo un’idea completamente differente rispetto a quella di Basile e De Luca. Deve essere il Comune a gestire i servizi comunali. Il Comune non è una stazione appaltante che delega tutti i servizi comunali a tutte le partecipate, che sono società per azioni. Aziende speciali che non hanno dirigenti provenienti da concorsi pubblici. Dirigenti nominati”. La candidata sindaca del centrosinistra, la consigliera comunale del Pd Antonella Russo, intervistata da Tempostretto, propone un modello differente nell’ambito delle partecipate.
Così si esprime: “Abbiamo fatto una battaglia importante in Consiglio comunale contro i Cda, Consigli d’amministrazione, e a favore dell’amministratore unico. C’è stata rigettata. Basta con le nomine politiche dei componenti dei Cda. La gestione dei servizi comunali deve essere totalmente pubblica. E siamo arrivati al fatto che anche le partecipate, gestite in house, sono a loro volta diventate sub stazioni appaltanti di tanti altri servizi gestiti da una ditta che, poi magari, subappalta il lavoro ad altra società. Noi abbiamo idee differenti. Di conseguenza, la gestione pubblica non c’è nemmeno con le partecipate. Tanti di questi servizi delle partecipate sono svolti dai privati. E noi questo non lo vogliamo”.
“Noi fieramente alternativi a Scurria, Basile e De Luca. Il no ponte può attrarre anche chi non è di sinistra”
Ma perché votare Antonella Russo e non gli altri candidati? “A me interessa che la cittadinanza abbia un quadro netto e chiaro dell’offerta politica e amministrativa della coalizione del centrosinistra. Chiarezza e nettezza che non vedo negli altri schieramenti. Siamo in contrapposizione rispetto a Sud Chiama Nord e lo abbiamo dimostrato, come Partito democratico, in Consiglio comunale, senza nessun tipo di posizione altalenante. L’opposizione è stata netta e ci candidiamo in una prospettiva e visione politica della città alternativa alla destra, per Scurria, e a Basile e De Luca. Ho pure firmato il patto no ponte a Torre Faro (con l’altro candidato Gaetano Sciacca, n.d.r.). E, come candidata sindaca e come coalizione progressista, siamo fieramente contro il ponte sullo Stretto. Noi ci siamo per difendere la città da un progetto sbagliato e inutile. Ci siamo per un percorso alternativo di sviluppo sostenibile per l’area dello Stretto, che ne valorizzi il ruolo logistico, infrastrutturale e la bellezza straordinaria. Vogliamo concepire un’area metropolitana dello Stretto che includa le città di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria insieme”.
Conclude la candidata sindaca: “Il no ponte può attrarre anche chi non è di sinistra. Si tratta di un tema di carattere universale che può coinvolgere chi ha cuore un altro modello di sviluppo. A tutte queste persone, attraverso candidati credibili nelle nostre liste e alle presidenze delle Circoscrizioni, ci rivolgiamo. Ed è ancora possibile vincere questa partita per Messina”.
