Attacchi sulle partecipate. Scurria e Russo: "Campagna elettorale squilibrata e ingerenze in Atm"

Attacchi sulle partecipate. Scurria e Russo: “Campagna elettorale squilibrata e ingerenze in Atm”

Redazione

Attacchi sulle partecipate. Scurria e Russo: “Campagna elettorale squilibrata e ingerenze in Atm”

lunedì 18 Maggio 2026 - 11:15

Il candidato sindaco del centrodestra e il consigliere comunale del centrosinistra aprono il caso sull'uso politico delle risorse pubbliche

Fari su Atm a pochi giorni dalla prossima tornata elettorale. A sollevare il caso è il consigliere comunale Alessandro Russo, che ha inviato una nota all’amministratore unico Pietro Cami. Al centro della segnalazione la necessità di blindare l’azienda da qualsiasi tipo di condizionamento o utilizzo improprio delle risorse pubbliche a fini elettorali. Russo dice di aver ricevuto “segnalazioni relative alla inottemperanza dell’Ordine di Servizio numero 72 del 10 marzo 2022 che disciplina le attività di propaganda elettorale in seno all’Azienda, al fine di tenere la stessa al di fuori delle contese propagandistico-elettorali e preservarne la necessaria neutralità tra gli schieramenti in campo”.

L’esponente di Palazzo Zanca entra poi nel dettaglio delle presunte violazioni che si starebbero registrando all’interno dei depositi e tra le fila del personale, chiedendo verifiche immediate sui comportamenti in servizio. Russo invita Cami “ad attivare tempestivamente, vista l’esiguità dei tempi, delle azioni di controllo su attività di propaganda messa in atto da dipendenti aziendali di Atm a favore di liste o candidati, implicante la distribuzione di materiale elettorale e l’utilizzo di strumenti aziendali quali veicoli e mezzi a tali fini”.

I social e l’uso della sigla aziendale

Un’altra parte della contestazione riguarda l’esposizione mediatica online della società partecipata, spesso accostata, secondo la denuncia, a iniziative di parte sui canali digitali privati dei lavoratori. Il consigliere evidenzia come sia “altrettanto urgente verificare e impedire che il logo aziendale e i suoi mezzi non siano utilizzati su profili social di dipendenti associati a eventi di propaganda elettorale, così come strumento stesso di propaganda a sostegno. Sfortunatamente, sono venuto a conoscenza di alcune circostanze nelle quali, appunto, la sigla di Atm con le relative attività è stata connessa e ricondotta espressamente alla propaganda di talune sigle politiche impegnate nella prossima tornata amministrativa”.

Ferie e turni di lavoro

Oltre all’aspetto comunicativo, la nota di Russo tocca un tema sindacale e organizzativo molto delicato, ipotizzando uno sbilanciamento dei carichi di lavoro interni per favorire l’attività elettorale di alcuni dipendenti a discapito di altri. Nello specifico, il documento richiede un monitoraggio ispettivo sui piani operativi del personale. Russo “chiede di verificare la distribuzione dei turni di lavoro tra dipendenti al fine di assicurare una non squilibrata concessione delle ferie dei dipendenti, a danno di alcuni lavoratori, per assicurare che a tutti i lavoratori di Atm siano assicurate equanimemente gli stessi diritti, senza far gravare solo su una parte di dipendenti il carico di lavoro di altri in questa delicata fase di propaganda elettorale”.

L’intervento di Scurria sulle partecipate

Sulla vicenda, allargando il raggio dell’analisi all’intero sistema delle partecipate comunali, interviene anche il candidato sindaco del centrodestra, Marcello Scurria, che lancia un atto d’accusa sulla conduzione della sfida elettorale a Messina. “Una campagna elettorale squilibrata. Lo avevamo già ampiamente denunciato dai primi giorni a seguito delle nomine ai vertici delle società partecipate di amministratori unici effettuate nottetempo dal dimissionario Federico Basile. Stiamo vivendo una competizione elettorale con ex amministratori e vertici aziendali candidati, a vario titolo. Una condizione che, così come evidenziano in questi giorni anche i sindacati in Atm, non garantirebbero la necessaria neutralità del ‘sistema comune’. Tutto pare asservito a chi ha gestito il potere da 8 anni e pretende di continuarlo a gestire a distanza. L’espressione del voto deve essere libera. Io non ci sto” dice Marcello Scurria.

La richiesta di vigilanza

Le contestazioni sollevate non si fermano alla denuncia politica, ma si traducono in una richiesta formale di intervento ispettivo rivolta ai vertici di Palazzo Zanca, richiamando precise normative di legge a tutela della trasparenza amministrativa. “E l’appello – continua il candidato sindaco – non è rivolto solo ai lavoratori, a tutela delle loro libertà, ma anche al commissario straordinario del Comune dott. Piero Mattei, affinché vigili su tutti gli atti delle Società Partecipate, garantisca il ripristino della neutralità della pubblica amministrazione e della legalità. La campagna elettorale non può essere condotta utilizzando le Istituzioni come basi elettorali (Articolo 9 della legge 22 febbraio 2000 numero 28)”.

2 commenti

  1. Se a scorrere i giornali locali basta il conto delle poltrone, dei consiglieri di amministrazione (CdA) e dei loro gettoni nel sistema delle partecipate del Comune di Messina per far apparire il conto salato, la cifra diventa francamente mostruosa se si allarga il campo a quanto costa l’intero apparato in termini di stipendi. Facciamo i conti, basandoci sui dati più recenti disponibili (riferiti tra il 2024 e il 2025). Il totale dei dipendenti delle principali aziende comunali sfiora le 2.600 unità.
    Messina Social City: Il colosso del welfare cittadino. I dati di bilancio indicano circa 1.317 dipendenti.
    Messina Servizi Bene Comune: La società che gestisce i rifiuti e la pulizia. Conta circa 717 dipendenti.
    ATM S.p.A.: L’azienda di trasporto pubblico viaggia su circa 538 dipendenti.
    Patrimonio S.p.A.: Una struttura molto più snella, con 6 dipendenti.
    Arismè: L’Agenzia per il Risanamento, stando ai dati camerali, risulta avere 0 dipendenti (operando presumibilmente con altre strutture o personale).
    In totale, parliamo di oltre 2.570 persone. A queste si aggiungono le continue “stabilizzazioni” e le nuove procedure di assunzione (come le selezioni per nuovi autisti ATM) che hanno caratterizzato il 2024 e il 2025, consolidando una forza lavoro imponente. Il costo dell’esercito: un’emorragia da 820 milioni ,un costo che prosciuga le casse comunali. Proviamo a fare una stima, pur prudenziale. Se consideriamo un costo medio per dipendente (comprensivo di stipendio lordo, oneri, contributi) di circa 39.000 euro annui – una cifra realistica, allineata ai dati di bilancio di aziende come Messina Servizi – il conto è presto fatto. Con 2.578 dipendenti, il costo annuale per gli stipendi delle partecipate ammonta a oltre 100,5 milioni di euro. Ogni mese, dalle casse pubbliche escono quasi 8,4 milioni di euro solo per pagare questa forza lavoro. La domanda che sorge è brutale: è buona amministrazione questa? O è solo spreco di denaro pubblico, speso per ottenere meno e per alimentare una perenne e infinita campagna elettorale?

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  2. ahahahahahah ne mancano 4 al silenzio…e fino a Venerdi dai “divertitevi” specie Scurria e soci …..Scurria ma ha presente che chi lo appoggia ha Amministrato il Comune di Messina da 50 anni a questa parte ? mi vien che ridere, Sinceramente pero’, le dico che non sono un BasilDeluchiano , mai votati , ma Lei e socie scinniti chi pedi nterra , ne sto ascoltando e leggendo cose che solo a metterle in atto ci vorrebbe un Bilancio non di un Comune ma di una Regione ,a dir poco…ma bastaaaaaaaaa,

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