I candidati sindaci presenti hanno esposto programmi, idee e soluzioni a diversi temi cruciali per la città: ecco com'è andata.
MESSINA – Dalla fuga dei giovani all’imprenditoria, dall’economia legata al mare a turismo, cultura e movida. Sono stati tanti i temi toccati durante l’incontro organizzato da Tempostretto e voluto dall’editore Pippo Trimarchi sull’isola pedonale. Al centro il dibattito tra candidati sindaci, moderato dal direttore Marco Olivieri e a cui hanno partecipato (da sinistra a destra nella foto) Antonella Russo, Federico Basile e Gaetano Sciacca. Assenti Lillo Valvieri e Marcello Scurria.
L’emorragia di imprese e giovani
Il dibattito si è aperto con uno dei temi principali della campagna elettorale, cioè l’emorragia di imprese e persone che continua a investire la città. Come fare perché i giovani restino e per attrarre investimenti? Sciacca è stato il primo a parlare. Si è concentrato sull’importanza dell’edilizia, sottolineando come questa “formula vada sempre bene perché la città ha tante imprese e professionisti pronti a lavorare”. Russo, invece, ha rilanciato la proposta della legge speciale “Messina porta del Mediterraneo” presentata sabato mattina. Consentirebbe, a suo dire, di investire sulla città, dando anche agevolazioni a imprese e lavoratori. Infine Basile, che ha ricordato come la macchina amministrativa “rimessa in moto in questi anni” ha portato “3mila assunzioni. Non una panacea, ma un passo per mettere il Comune in condizioni di raggiungere molti obiettivi”.
Turismo, mare, cultura e… tir: Messina città del?
Poi si è parlato di “brand” e di turismo. Due domande di fatto collegate e alla quale i tre candidati hanno risposto in maniera non troppo distante. L’importanza del mare e dell’economia a esso legata (crocieristi e turisti, cantieristica navale, falce e affaccio) è stata, ad esempio, sottolineata da tutti e tre. È in questo contesto che Russo ha parlato prima di “città del mare”, con la valorizzazione dei villaggi sulle coste e il tema dell’erosione costiera. E poi ha avanzato una delle criticità maggiori, cioè quella dei tir in città: “Messina va liberata da questa schiavitù”.
E così ha fatto anche Basile, che si è concentrato sulla parola “accoglienza” prima, intesa come valorizzazione turistica e culturale. Poi, invece, ha toccato il tema imprenditoriale, legato al completamento del porto di Tremestieri e alla liberazione della rada San Francesco. Anche Sciacca ha aperto la questione viabilità con Messina che va “liberata dagli imbuti”. A questo ha aggiunto il tema della sicurezza dei villaggi, rivieraschi e non, perché soltanto con infrastrutture “e creando strade si può creare economia e ricchezza in città”.
Viabilità: tra imbuti, isola pedonale e ciclabili
Inevitabilmente, proprio la viabilità ha giocato un ruolo centrale all’interno del dibattito. Sciacca ha ribadito di averla messa al centro del programma e di non essere contro l’isola pedonale. Ma anche che “bisogna favorire l’arrivo della gente e i parcheggi. Deve essere facile farlo. Il futuro sono i negozi di prossimità”. Per Russo “l’isola pedonale è assolutamente promossa”. La candidata sindaca si è concentrata, però, sulla questione della mobilità, spiegando che andrebbe “riattivato per lotti il tram in attesa di completare i lavori”. E sulle piste ciclabili ha aggiunto che “vanno rivalutate dialogando con i cittadini”. Basile ha poi risposto che “l’isola pedonale sul viale San Martino è una realtà” e si collega “a ragionamenti” che sono stati fatti anche sulla parte bassa della stessa via e sul resto del centro storico. Ha affermato: “Ciclabili e pedonalizzazione vanno di pari passo ad altre opere”. Tra questo ha citato anche la terrazza panoramica della dogana.
Come rendere Messina attrattiva per i turisti
Poi il tema della cultura, legata al turismo. Russo ha proposto di “valorizzare il museo regionale e la città” utilizzando percorsi guidati per turisti e una maggiore “convergenza” con negozi e strutture ricettive. Il “segreto” può essere “una maggiore sistematicità”, con cui fare fronte comune per valorizzare “le bellezze straordinarie di Messina”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Basile, che ha ricordato come il crocierismo di oggi “prima non esisteva” a questi livelli, “così come il punto di approdo di largo Minutoli”. L’ex sindaco ha ricordato che “percorsi esistono già grazie al lavoro in sinergia con i tour operator” e che c’è tanto da conoscere in città, spesso sconosciuta anche ai cittadini stessi. Sciacca si è concentrato su natura e tradizioni, puntando sui villaggi: “Ognuno ha la sua storia e le sue tradizioni. Bello il viale, ma ai cittadini dico di visitare i villaggi perché lì ci sono le nostre origini”. E così bisogna, secondo lui, sfruttare questo patrimonio unico, che è anche naturalistico (tra corsi d’acqua demaniali, colline e coste).
Le grandi mostre
Sul tema ci si è ricollegati anche poco dopo, parlando delle mostre di artisti di fama internazionale spesso ospitate a Palermo e Catania, ma non a Messina. Per Russo è una questione “di sviluppo che deve essere implementata. Il primo aspetto è fare rete”. E si è concentrata già su due temi: il far “restare in città l’archivio di Stato” e il “portare in città tutte le opere di Antonello da Messina”, come l’Ecce Homo acquistato dallo Stato lo scorso febbraio. Sciacca ha ribadito che “il bello ci salverà” e che “ogni comunità ha bisogno di cultura, che significa conoscenza”. Ha ricordato che nel suo programma Rinascita Messina ha “sposato il modello Presti”, spiegando che tante cose, anche le mostre, potrebbero essere fatte anche sull’isola pedonale. Basile, invece, ha voluto citare altri luoghi, come il “riscoperto” Monte di Pietà o Villa Pace, per cui si sta suggellando il patto con l’Università di Messina. Sulle grandi mostre, invece, pur essendo d’accordo ha ribadito che la città ha importanti problemi di ricettività da risolvere e che i due aspetti vanno anche di pari passo.
La movida tra regolamenti, sinergie e Pudm
E ancora la movida. Negli ultimi anni è stato un tema tra i più dibattuti, soprattutto con l’arrivo dell’estate e il “problema” della vicinanza dei lidi e dei locali alle abitazioni. Basile ha ribadito la necessità di un maggiore controllo “in sinergia tra polizia municipale e Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sicilia, ndr), che controlla le emissioni sonore”. Russo ha sottolineato come bisognerà “bilanciare il diritto di chi fa attività fino a notte fonda e quello degli abitanti, con un regolamento a regola d’arte che forse finora non c’è stato”. E così ha detto anche Sciacca, ricordando come la regolamentazione che serve passi però anche dal Pudm. Del Piano d’utilizzo del demanio marittimo Messina sta cercando di dotarsi da anni. Ora è in fase di Vas, Valutazione ambientale strategica, alla Regione Siciliana e ci saranno novità tra fine giugno e inizio luglio.
Il rapporto con Unime e il problema degli studentati
Tutti e tre i candidati, poi, hanno definito “necessarie” le interlocuzioni e i rapporti diretti con l’Università degli studi di Messina, nell’affrontare il tema degli studentati e dell’ospitalità. Hanno ricordato come la platea degli studenti sia cambiati negli ultimi anni, con meno studenti provenienti da Regioni vicine, come la Calabria, ma più giovani donne e uomini di altre nazionalità. Sul tema, nei programmi di tutti, si parla di maggiore sinergie sul trasporto pubblico, di edilizia in favore degli studenti e anche di “studentati diffusi” come quello di Giampilieri 2.0. Un’idea, quest’ultima, presentata per la prima volta nel dicembre 2025, durante il confronto organizzato da Tempostretto alla Camera di Commercio.
Il Ponte sullo Stretto e il primo provvedimento da neo-eletti
Infine le ultime due domande del direttore Olivieri: la prima sul Ponte sullo Stretto (“minaccia o opportunità?”) e la seconda sul primo provvedimento in caso di elezione a sindaco. Per quanto riguarda l’opera, Basile ha ribadito come riguardi “la legge dello Stato riattivata nel 2023” ma che intanto Messina “deve andare oltre”. E questo perché ci sono altre opere da completare e perché “non si può fare sul ponte l’unico punto di sviluppo della città”. Nettamente contrari Sciacca e Russo, con il primo a parlare di Messina come di “un malato con patologie” al quale il Ponte non serve, e con la seconda a ribadire come “lo combatteremo a tutti i livelli. Sta continuando ad anestetizzare il dibattito e non possiamo retare sospesi.
Sul provvedimento, invece, sia il candidato di Sud chiama Nord sia la candidata del Pd hanno citato il decentramento come primo tema. Mentre Sciacca, lapidario, ha affermato che sarà “l’eliminazione delle piste ciclabili”.
