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S. Teresa. “Un progetto per rilanciare l’agricoltura e favorire l’occupazione”

Gianluca Santisi

S. Teresa. “Un progetto per rilanciare l’agricoltura e favorire l’occupazione”

lunedì 13 Luglio 2020 - 16:33
S. Teresa. “Un progetto per rilanciare l’agricoltura e favorire l’occupazione”

La proposta del consigliere comunale Carmelo Casablanca: terreni incolti, pubblici e privati, a chi vuole avviare un'impresa agricola

S. TERESA – Rilanciare l’economica locale attraverso l’agricoltura, rendendo produttivi i sempre più numerosi terreni abbandonati sul territorio comunale. È la proposta dal consigliere comunale indipendente, Carmelo Casablanca, che ha presentato al sindaco Danilo Lo Giudice un’apposita mozione. Nel documento si propone al sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale di valutare la bozza del progetto “Ever Green”, redatta dallo stesso Casablanca, con la possibilità “nell’interesse comune di apportare modifiche e\o migliorie atte al raggiungimento dell’obiettivo finale di mettere a disposizione uno strumento utile correlato da un ben definito piano economico e finanziario per il rilancio dell’economia locale”.

L’idea del consigliere Casablanca scaturisce dalla considerazione che “il settore agricolo deve essere fortemente sostenuto con scelte politiche ardue e coraggiose, soprattutto in considerazione dell’importante ruolo che esso assume sia nell’economia locale che regionale e nazionale. L’agricoltura può fornire in tale contesto socio-economico una valida soluzione all’assorbimento della disoccupazione generale e di quella giovanile in particolare, nonché allo sviluppo di attività complementari di tipo sociale e ambientale, oltre che economiche”.

Il progetto “Ever Green” prevede il censimento di terreni agricoli incolti privati e pubblici da dare, tramite varie forme contrattuali, a chi vuole avviare un’impresa agricola

“Un buon modo – aggiunge Casablanca – per ridare spinta alla produzione e distribuzione di cibo biologico e a km zero, incoraggiare l’imprenditoria giovanile, diminuire il rischio di incendi che, com’è noto, è altissimo nei terreni incolti ed inoltre dare un aiuto concreto a chi ha ereditato dai genitori o nonni un terreno utilizzato per uso familiare.

Per il raggiungimento finale dell’obiettivo, il progetto viene suddiviso in tre fasi ripartite in un arco temporale di circa di 6/8 mesi.

Le tre fasi del progetto Ever Green

La prima fase ha come protagonista principale l’amministrazione comunale e gli uffici comunali per la redazione e la sponsorizzazione delle differenti modalità di informazioni nei confronti del cittadino attraverso un avviso/manifestazione d’interesse. L’obiettivo è far sapere a tutti i proprietari di terreni incolti o prossimi, ricadenti su tutto il territorio comunale, che possono richiedere l’iscrizione ad una banca dati interna di terreni privati, abbandonati o sottoutilizzati, e avere la possibilità di stipulare convenzioni o contratti sotto varie forme per la temporanea o definitiva assegnazione ai soggetti che ne faranno richiesta ai fini del loro recupero.
In questa prima fase, l’amministrazione comunale provvederà al censimento di tali beni. 

La seconda fase prevede la formazione di un team specializzato formato da un perito agronomo, un commercialista e un consulente esperto in bandi regionali, nazionali ed europei per l’agricoltura che, in collaborazione con i consiglieri comunali e gli assessori (deleghe al commercio e attività produttive, associazionismo, territorio ed ambiente) procederanno, a seguito di indagini di mercato e opportuni controlli e verifiche dei dati rinvenuti attraverso il censimento, allo studio di un piano economico e finanziario per la realizzazione del progetto. 

La terza fase prevede la divulgazione della stessa a tutti i cittadini con la possibilità di avviare cooperative agricole, società e imprese individuali. “Molti disoccupati – conclude Casablanca – avranno la possibilità di trovare un lavoro stagionale sotto vari profili lavorativi; il team di professionisti percepirà la retribuzione per i servizi forniti, i proprietari dei terreni avranno un indennizzo in base alle varie forme contrattuali che stipuleranno con la concessione dei propri lotti e, inoltre, con l’inizio di tali imprese, si potranno avviare procedure di filiera corta per coinvolgere altre attività commerciali del paese”.

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