Sacal & trasporto aereo, Enac vuol vederci chiaro. E anche Reggio Calabria... - Tempostretto

Sacal & trasporto aereo, Enac vuol vederci chiaro. E anche Reggio Calabria…

mario meliado

Sacal & trasporto aereo, Enac vuol vederci chiaro. E anche Reggio Calabria…

domenica 14 Novembre 2021 - 07:00

L'Ente nazionale per l'Aviazione civile è pronta a chiedere la revoca della concessione relativa all'hub aeroportuale regionale di Lamezia Terme

REGGIO CALABRIA – Pochi dubbi: uno sfracello, le parole con cui
Roberto Occhiuto,
neoPresidente della Giunta regionale, aveva denunciato come la Sacal stesse tentando di “metterla in un angolo”, un po’ come Frances “Baby” Houseman in Dirty Dancing

Lamezia, concessione nel cestino?

Ed eccole, le prime risposte. Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile, s’è rivolta alla Procura della Repubblica presentando un esposto, ma anche all’Antitrust e all’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) per vederci chiaro.
E intende avviare il provvedimento di revoca per la concessione relativa all’hub aeroportuale regionale, lo scalo di Lamezia Terme.

Le durissime accuse di Occhiuto

Il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto

L’addebito fondamentale mosso dal neoGovernatore calabrese Roberto Occhiuto era stato molto duro, riguardo agli «strane accordi» che sarebbero state compiuti dalla (e riguardo alla) società di gestione dei tre aeroporti calabresi.
E che avevano relegato la Regione – che individuò Sacal come socio privato… – al 7% appena dell’azionariato, attraverso il ben noto giochino della sottoscrizione dell’aumento di capitale. Se io su azioni per 100 euro ho 10 azioni, ho il 10% del “pacchetto azionario”: ma se tu da 100 aumenti il capitale a 1.000 euro, e le mie azioni non aumentano di numero, dall’oggi al domani le mie azioni – a parità di euro investiti – si ritrovano a contare solo l’1% del totale.

«Ciò che è stato fatto, secondo me, è contro la legge», aveva tuonato Occhiuto, di fatto al primo messaggio audiovideo del suo mandato – eccettuando quello relativo alla formazione della sua Giunta –, chiedendo a gran voce un intervento degli organi di vigilanza.

«A ciascuno le sue responsabilità»

Ma adesso di reazioni se ne conta quantomeno un’altra, pesantissima…

Giuseppe Falcomatà

Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, sul fronte del trasporto aereo era balzato agli onori delle cronache per aver proposto il varo di una società autonoma di gestione ritenendo che, all’angolo, c’era finito l’Aeroporto dello Stretto. Un’idea che, a dispetto delle penalizzazioni e del sostanziale isolamento dei reggini, non aveva suscitato entusiasmi da rockband. Adesso, l’amministratore reggino non fa sconti.

«Molto grave quanto denunciato da Occhiuto: mi spiace dire “l’avevamo detto”, ma che ci fosse stato qualcosa di strano l’abbiamo detto parecchio tempo fa. Basti pensare al tentativo della Città metropolitana di Reggio d’entrare in Sacal fin dal novembre scorso, rimasto disatteso – evidenzia il sindaco metropolitano di Reggio Calabria –: adesso però noi chiediamo di fare chiarezza anche sulla responsabilità politica di tutto questo. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità in tutte le sedi, quella giudiziaria inclusa».

da sx: Giulio De Metrio e il deputato di Fi Francesco Cannizzaro in conferenza stampa

E il pensiero non può non andare a situazioni che anche visivamente richiamavano un possibile forte condizionamento della politica sulle dinamiche decisionali all’interno della società di gestione dei tre scali aeroportuali calabresi. Per esempio, la presenza del coordinatore nazionale Mezzogiorno e deputato di Forza Italia Ciccio Cannizzaro giusto accanto a De Metrio in occasione dell’illustrazione verbale dei contenuti del Piano industriale da parte del presidente della Sacal, nella sede reggina della Sacal all’interno dell’Aeroporto dello Stretto…
Ma – se è per questo – pure alla fallimentare operazione di comarketing che, dopo un grappolo di mesi, la MetroCity di Reggio Calabria s’era vista quasi costretta a revocare. Altro che Sciàlatela.

…Il punto è che, ad avviso del primo cittadino reggino, «non basta dire che “c’è qualcosa di strano”: se è accaduto, qualcuno l’ha permesso. E in più al timone della Regione c’è continuità politica».

Consiglio comunale rovente

E la cosa è stata oggetto di discussione pure durante la sessione pomeridiana del Consiglio comunale di Reggio Calabria, in teoria dedicata al varo del bilancio consolidato. Un’ampia discussione sfociata nell’approvazione di una mozione presentata in Aula dal consigliere (che è anche consigliere metropolitano delegato) Carmelo Versace.

Attraverso il documento, l’Assemblea impegna il sindaco Giuseppe Falcomatà ad «attivarsi, nelle sedi opportune, per la verifica della corrispondenza del piano industriale della Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi, a quelli che erano stati i vincoli previsti da Enac all’atto della concessione e, in ipotesi diverse, qualora emergesse l’incongruità del piano industriale approvato, addivenire alla revoca della concessione e mettere in campo tutte le ulteriori e necessarie azioni al fine di garantire l’operatività dei tre scali calabresi».

Questo perché quanto reso pubblico dal presidente della Regione Roberto Occhiuto richiama «possibili violazioni e irregolarità nell’ambito delle operazioni per l’aumento di capitale della società di gestione». Tramite Registro pubblico, è stato riscontrato «come la parte dei soci privati abbia superato la soglia del 50% delle azioni e che pertanto detengano un pacchetto azionario di controllo nell’ambito dell’assemblea dei soci. Circostanza che, da quello che si desume dalle informazioni ad oggi disponibili, è in violazione della vigente concessione fra la Sacal e l’Enac».

«Pesante battuta d’arresto»

Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria

In più, come s’è appreso, «l’Enac ha preannunciato a Sacal l’avvio della revoca della concessione per l’aeroporto di Lamezia e una richiesta di maggiori approfondimenti per gli Aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, in ragione della diversa procedura di affidamento, nonché la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica con relative segnalazioni ad Anac e Antitrust», si legge in mozione. E il tutto configurerebbe «una pesantissima battuta d’arresto per l’intero sistema aeroportuale calabrese, per la quale risulta quantomai urgente attivare tutte le iniziative necessarie a verificare eventuali responsabilità».

Il documento, peraltro, ricostruisce quanto accaduto rispetto all’interesse manifestato dalla MetroCity (non inizialmente, va detto) a entrare nella compagine societaria. La Città metropolitana, si puntualizza, ha manifestato reiteratamente interesse sull’andamento del settore e della Sacal, «al punto da proporre anche formalmente una propria partecipazione nella compagine societaria». E ora è fin troppo chiaro che la golden share in capo ai soci privati all’interno di Sacal «avrà inevitabilmente effetti sulla governance del sistema aeroportuale calabrese del quale anche l’Aeroporto Tito Minniti fa parte».

Epperò risulterebbe «del tutto incomprensibile la scelta della governance di Sacal di lasciare la guida della società di gestione a società private, che inevitabilmente finirebbero per far prevalere meri calcoli economici all’interesse pubblico – si rileva in mozione -, nonché alle attività in grado di generare sviluppo e crescita socioeconomica per il territorio. A tale riguardo, si ritiene urgente e imprescindibile attivare una interlocuzione istituzionale con il presidente Occhiuto al fine di rappresentare l’intenzione di collaborare con la Regione Calabria con l’obiettivo di verificare il reale stato dell’arte all’interno della società di gestione, individuare eventuali condotte illecite poste in essere nell’interesse di privati nell’ambito della gestione di un servizio pubblico, così da ripristinare legalità ed efficienza di servizio».

Falcomatà ribadisce in Aula: ci sono evidenti responsabilità politiche

Il sindaco Giuseppe Falcomatà

Nell’intervento durante i preliminari, aveva peraltro sottolineato il sindaco Falcomatà: «Abbiamo assistito a conferenze stampa, definite da altri, tecnico-politiche che avevano poco di tecnico, nulla di istituzionale e tanto di politico». E se la situazione ipotizzata da Roberto Occhiuto si rivelasse veritiera, secondo quanto affermato dal sindaco anche in corso di lavori d’Aula, «avrebbe delle evidenti e chiare responsabilità politiche». E bisogna capire quanto prima «perché s’è arrivati a questo».

In questa chiave, «è fondamentale comprendere se si siano svendute ai privati le aspettative di cittadini che hanno il diritto di muoversi e non possono farlo», mette i “puntini sulle i” l’amministratore; frangenti che mettono a rischio anche la destinazione di settore del Pnrr. E in Aula è riecheggiato in qualche modo quel Reggio vuole volare delle ripetute proteste di questi anni.

Soci pubblici penalizzati?

E dure censure politiche arrivano, nelle more della prima seduta di Consiglio regionale in programma per domani, lunedì 15 novembre, dal consigliere dèm ed ex presidente dell’Assemblea Nicola Irto.
«Quanto sta avvenendo all’interno di Sacal ha dell’incredibile. A partire proprio dall’inizio e cioè dalla decisione di procedere all’aumento di capitale subito prima delle elezioni regionali».

Il consigliere regionale del Pd Nicola Irto

Modalità, afferma il consigliere regionale reggino, «sicuramente singolari e del tutto inopportune. Un’operazione così delicata non doveva certo essere portata a termine in un momento di vuoto di potere politico e istituzionale, sfavorendo la sottoscrizione da parte dei soci pubblici».

Irto: Occhiuto riferisca in Consiglio

Ad avviso di Nicola Irto, Occhiuto ha fatto bene a «denunciare quanto avvenuto proprio alla vigilia del suo insediamento. È chiaro, però, che non può dimenticare chi ha amministrato fin qui la Regione e, soprattutto, chi ha voluto gli attuali vertici Sacal».

Ma il vicepresidente uscente di minoranza del Consiglio regionale ritiene urgente che Occhiuto «a stretto giro di boa», dopo l’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza, «si presenti a palazzo Campanella per rendere una compiuta informativa su quanto avvenuto. I calabresi devono sapere tutto su questi “accordi strani” che rischiano di minare ancora di più il loro già precario diritto alla mobilità».

Rabbia cigiellina

C’è anche la Filt-Cgil che si fa viva.
L’agguerritissimo sindacato cigiellino di categoria – guidato in Calabria dall’ex segretario provinciale reggino della Cgil Nino Costantino -, negli ultimi mesi, al presidente della Sacal Giulio De Metrio praticamente non aveva dato tregua.

Giulio De Metrio, presidente Sacal
Il presidente Sacal Giulio De Metrio

Basterà citare la questione degli ex-dipendenti reggini Alitalia; ma ancor più, dell’assurda mancata consegna del Piano industriale alle parti socialiTutti i documenti delle società quotate in borsa, di norma, sono riservati» obiettò De Metrio a chi, tra i giornalisti, ancor prima chiedeva di poter avere copia del Piano invece di “farselo raccontare”), così di fatto impossibilitate a svolgere la propria opera di tutela dei lavoratori.

Martedì prossimo, 16 novembre, nella sede della sigla sindacale di categoria a Lamezia-Sant’Eufemia si terrà una conferenza stampa sul punto. E vi prenderà parte fra gli altri lo stesso segretario generale della Cgil calabrese Angelo Sposato, a evidenziare plasticamente l’enorme rilevanza tributata alla vicenda.

«Lucida strategia pro-privati»

«A mio avviso – è il commento di Costantino a Tempostretto – c’è stata una lucida strategia per spostare la maggioranza delle quote dal pubblico al privato, cosa che difficilmente poteva riuscire solo alla scelta della famiglia Caruso. Adesso c’è questa chiara posizione dell’Enac e l’esposto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali reati penali.

Il segretario regionale
Filt-Cgil, Nino Costantino

Noi siamo convinti che la revoca della concessione sia l’unica strada praticabile per ricostruire una società a maggioranza pubblica. Che – osserva il segretario regionale di Filt-Cgil – è l’unica via per garantire il diritto alla mobilità collettiva e i diritti di cittadini e lavoratori.

Pensiamo che sia necessario nominare un commissario a tempo fino all’espletamento di un nuovo bando pubblico in grado di affidare il sistema aeroportuale calabrese ad una gestione oculata e seria. Il management della Sacal ha dimostrato un atteggiamento padronale e presuntuoso che non è accettabile. Sei mesi fa abbiamo parlato del rischio di privatizzazione. In questi mesi hanno negato tutte le libertà sindacali a cominciare dal Piano industriale, che comunque otterremo per via giudiziaria». Proprio come accadde ai tempi di Arturo De Felice.

«È ora di cambiare radicalmente la gestione della Sacal – afferma Nino Costantino – ed è ora che tutti coloro che hanno responsabilità amministrative, politiche e penali se ne assumano le responsabilità».

Sacal, replica a stretto giro

Nella serata di un sabato difficile da dimenticare per le sorti del trasporto aereo a Reggio e in Calabria, arriva anche la replica della società di gestione.

Il presidente della Sacal Giulio De Metrio

L’assemblea straordinaria dei soci del 2 luglio scorso, puntualizza il presidente Giulio De Metrio, ha dovuto provvedere a un aumento di capitale «al fine di porre con la necessaria urgenza la Società in condizione di poter fronteggiare le gravi perdite venutesi a determinare nell’esercizio 2020 e nei primi 5 mesi dell’esercizio 2021 a seguito della emergenza Covid-19». Secondo Sacal, dunque, nessuna “strategia” né i famigerati «accordi strani».

Un flash dell’Aeroporto dello Stretto

Peraltro, «la Società aeroportuale calabrese Spa ritiene opportuno precisare che lungi dall’essere frutto di qualsiasi asserita concertazione ovvero compravendita, l’esito dell’aumento di capitale – come sopra deliberato dall’89,429% dei Soci – rappresenta la diretta conseguenza della libera determinazione dei soci pubblici Comune di Lamezia Terme, Regione Calabria, Provincia di Catanzaro, Camera di Commercio di Catanzaro, Comune di Catanzaro, Confindustria Catanzaro, Provincia di Cosenza, Camera di Commercio di Cosenza, Confindustria Cosenza, Camera di Commercio di Vibo Valentia, Corap di non voler/poter sottoscrivere, in tutto ovvero in parte, le quote di rispettiva competenza.

«Chiarimenti già forniti»

La nota stampa diffusa ieri dai vertici della Sacal

Di quanto sopra la Sacal, soggetto passivo delle determinazioni assunte dai Soci nel corso nella sopra citata assemblea, ha già provveduto – si legge – a fornire all’Enac i riscontri richiesti con comunicazioni formali alla stessa tempestivamente trasmesse a mezzo Pec, comunicazioni con le quali la Società ha manifestato la propria piena disponibilità a rendere qualsiasi eventuale ulteriore chiarimento ovvero interlocuzione ritenuti utili e/o opportuni».

Sì… e l’esposto?, e la determinazione dell’Enac d’intraprendere addirittura la revoca della concessione per lo scalo lametino? «Preso comunque atto della posizione assunta dall’Enac in merito alla operazione d’aumento di capitale che ha consentito alla Società di non dover ricorrere – si precisa nella nota -, come per legge, alla propria liquidazione volontaria ovvero di dover ricorrere a diverse procedure concorsuali con le conseguenti gravi ripercussioni per le attività aeroportuali e di rilevanza sociale nei confronti dei propri dipendenti, sarà certamente cura della Società interagire con l’Enac e con le ulteriori Autorità a qualunque titolo interessate».

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