Voto a rischio. Senza il parere favorevole il governo potrebbe essere costretto a cambiare qualche nome per scongiurare il voto rischioso all’Ars. Nel mirino anche la nomina al Policlinico di Messina
di Carmelo Caspanello
PALERMO – Le nomine dei 18 manager della Sanità in Sicilia da parte del governo Schifani creano tensioni nel centrodestra siciliano. La commissione Affari Istituzionali dell’Ars martedì 20 febbraio sarà chiamata a valutare i nominativi, ma la coalizione di governo non ha una maggioranza solida e le opposizioni sono pronte ad approfittare delle discordie interne. Alcune nomine, come quella di Giorgio Giulio Santonocito al Policlinico di Messina, incontrano l’opposizione di alcuni membri della commissione (Sud chiama Nord). Il governo potrebbe essere costretto a rivedere alcune scelte o rischiare un voto negativo in aula. Il governatore Renato Schifani è al lavoro per ricucire gli strappi.
Coalizione di governo senza una maggioranza solida in commissione
La coalizione di governo conta su sei voti in commissione, con la possibilità di raggiungere la maggioranza grazie al voto del presidente Abbate. Le opposizioni potrebbero approfittare delle discordie interne alla maggioranza per influenzare le decisioni. Il presidente ha ricevuto i curriculum dei designati e martedì, come detto, si terranno le votazioni su ciascun nominativo. Se alcuni non dovessero ricevere un parere favorevole, il governo potrebbe essere costretto a cambiare i nomi proposti o rischiare un voto negativo in aula, un’opzione che in tanti ritengono azzardata, considerati i recenti insuccessi legislativi all’Assemblea regionale siciliana sui ddl salva ineleggibili e Province.
Coalizione di governo senza una maggioranza solida in commissione
“La nomina dei direttori generali in Sicilia non è un capitolo chiuso”, chiosa il deputato regionale di Sud chiama Nord Giuseppe Lombardo, primo firmatario di un’interrogazione urgente all’Ars indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alla Salute, Giovanna Volo. Un documento dai toni perentori, con il quale si chiede la “riconsiderazione” dell’atto di nomina adottato dalla Giunta regionale il 31 gennaio scorso. “La prossima settimana, in I commissione – dichiara Lombardo – faremo le pulci, prima di far esprimere il parere alle 18 nomine dei manager, perché il criterio di nomina per tutti non è stato meritocratico ma solo politico.
“Fuori la politica dalla Sanità”
Fuori la politica dalla Sanità: questa deve essere la strada. La nomina dei direttori generali delle Aziende sanitarie non dovrebbe essere una semplice lottizzazione politica – prosegue Lombardo – ma la scelta delle professionalità migliori per risollevare il settore più delicato per la nostra terra. Fino a quando la Sanità in Sicilia sarà terreno di spartizione di poltrone – conclude Lombardo – i risultati continueranno ad essere quelli che abbiamo sotto gli occhi tutti: carenza di medici, fuga dei giovani medici, liste di attesa infinite, strutture inadeguate e non idonee e migrazione continua per i viaggi della speranza al Nord”.
