Filt-Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa: "Scioperiamo 4 ore perché, raggiunti i risultati, l'Azienda trasporti Messina deve essere empatica con i lavoratori"
MESSINA – “Perché scioperiamo il 5 maggio? Per i diritti dei lavoratori. Chiariamo un punto: tutti abbiamo contribuito alla crescita di Atm. E non sono messi in discussione i risultati raggiunti dall’Azienda trasporti Messina. Se è cresciuta, è perché ha avuto dei bravi lavoratori che l’hanno portata avanti. Raggiunti i traguardi, ora è tempo di empatia con i lavoratori. Serve una gestione corretta del personale. Questo noi contestiamo: una gestione inefficiente del personale. Ci appelliamo ai cinque candidati sindaco perché finisca una gestione autoritaria di Atm che si trascina da anni, con i cerchi magici. La situazione si stava tranquillizzando, negli ultimi tempi, ma dopo le dimissioni del sindaco abbiamo bloccato qualche iniziativa che rischiava di farci tornare indietro. I vertici dell’azienda sono ancora in tempo per evitare lo sciopero di quattro ore. A costo zero, per Atm, ci si può sedere attorno a un tavolo e trovare le soluzioni nel campo dei diritti contrattuali dei dipendenti”. Così i rappresentanti dei sindacati Filt-Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa.

A parlare stamattina, in conferenza stampa, Natale Pagliaro (Filt-Cgil), Mariano Massaro (Orsa), Antonino Di Mento (Uil Trasporti), Antonio Losi e Concetto Pirro (Faisa Cisal) nella sede Uil di Messina. “Va fatta chiarezza su Contratto collettivo nazionale, sicurezza e lavoro straordinario. Questo non è uno sciopero politico ma di natura sindacale. Si tratta di problemi risolvibili”, è stato ribadito dai sindacalisti.
“Atm ascolti il grido d’allarme dei lavoratori”
Nei giorni scorsi non sono mancate le polemiche tra sindacati e Atm, per ora rappresentati dal direttore generale Pietro Picciolo e dall’amministratore unico Pietro Cami. L’azienda ha definito “irresponsabile” la scelta dello sciopero.
Un’accusa spedita al mittente dai sindacalisti: “Siamo i portavoce del grido d’allarme dei dipendenti contro la continuità di una gestione che per anni ha colpevolizzato i lavoratori. E che è stata responsabile di gravi violazioni: dalla negazione del diritto alle ferie alle trattenute salariali arbitrarie operate dall’ufficio paghe, fino a trasferimenti punitivi e licenziamenti privi di giusta causa. Si tratta di un management che ha esercitato pressioni nei confronti di lavoratrici e lavoratori che garantiscono quotidianamente un servizio pubblico essenziale, nonostante percepiscano salari tra i più bassi del settore. Salari ulteriormente ridotti da tagli ingiustificati e da contestazioni disciplinari arbitrarie, spesso annullate dal Tribunale del lavoro. Non siamo affatto irresponsabili: il management sa bene che abbiamo tentato tutte le strade concertative in tutte le sedi. Ora aspettiamo un segnale da Atm per evitare lo sciopero del 5 maggio”.
