Oltre il 70% delle toghe ha aderito alla manifestazione proclamata dall'Anm. Il dibattitto alla Feltrinelli
Messina – E’ andata oltre il 70% l’adesione dei magistrati del distretto di Messina allo sciopero nazionale proclamato dall’Anm per ribadire le ragioni del no alle riforme in tema di giustizia prospettate dal Governo. In città la sigla presieduta dal Francesca Bonanzinga ha dedicato la giornata di movimentazione a due momenti di confronto, un‘assemblea aperta alla cittadinanza a palazzo Piacentini e un dibattito alla libreria Feltrinelli.

Il dibattitto ha chiuso la giornata di dialogo sul futuro della magistratura. Al tavolo il direttore di Gazzetta del Sud Nino Rizzo Nervo, che ha lasciato intravedere il possibile “effetto boomerang” della riforma per chi l’ha voluta e della sua radice nei “30 anni di rapporto tra magistratura e politica” (leggi qui Santalucia su 30 anni di Tangentopoli e la “resa dei conti”.)
Per Walter Ignazzitto, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, si tratta di un “abuso di un momento di debolezza della magistratura” mentre Antonio Orifici, presidente del Tribunale di Barcellona pozzo di Gotto ha sottolineato i rischi della riforma, in particolare l’approdo verso un doppio Consiglio superiore della magistratura”.

Il professore Antonio Saitta, ordinario di diritto costituzionale dell’Ateneo di Messina, ha inquadrato il dibattitto attuale nella cornice degli eventi, che vanno verso una progressiva svalutazione dello stato di diritto. Lapidario il procuratore capo di Messina Antonio D’Amato: “Il tentativo di scegliersi il giudice è nei secoli”.

Non avevo dubbi che a Messina ci sarebbe stata una massiccia adesione…. complimenti…i cittadini intelligenti ora sanno che,se prima c’era qualche incertezza sul non fidarsi di questi giudici, adesso hanno la conferma che non si possono fidare affatto!
Dovrebbero scioperare più spesso, così avranno meno tempo per far danni, e lo dico da esperto dei lavori.