L'ex direttore La Rosa replica a Cipollini: «Ecco i miei 14 anni di lavoro»

L’ex direttore La Rosa replica a Cipollini: «Ecco i miei 14 anni di lavoro»

L’ex direttore La Rosa replica a Cipollini: «Ecco i miei 14 anni di lavoro»

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sabato 20 Maggio 2017 - 14:10

Nei giorni scorsi il neo direttore dell'azienda acque Claudio Cipollini ha parlato in commissione consiliare di un'Amam che negli anni non si è evoluta, che soffre troppo le perdite sulla rete, che ha troppe carenze di personale e che non ha avuto progettualità. Ma l'ex direttore non ci sta e replica con una lunga nota

E’ scontro a distanza tra l’ex direttore generale dell’Amam, Luigi La Rosa, e il neo direttore Claudio Cipollini, che ha preso le redini dell’azienda da circa tre mesi. A scatenare la reazione di La Rosa, le dichiarazioni che qualche giorno fa il numero uno dell’Amam ha reso durante la VII commissione consiliare, parlando senza peli sulla lingua di un assetto insufficiente alle reali esigenze della società, dei mancati investimenti fatti negli anni, delle carenze di organico che nessuno evidentemente in questi anni ha preso seriamente in considerazione.

La Rosa, che all’Amam ha amministrato per diversi anni, non ci sta. E ha deciso di replicare con una lunga nota in cui racconta la sua esperienza a capo della società che in questi ultimi anni è finita spesso nel mirino per le emergenze idriche che la città ha dovuto subire e patire. Una nota con cui La Rosa vuole precisare alcune cose dette da Cipollini, partendo proprio dalle carenze di personale.

«Pur condividendo in gran parte le affermazioni del dott. Cipollini relativamente alla grave carenza di organico che conta oggi solo 68 unità, a fronte di una pianta organica che ne prevede 142, vorrei ricordare che il sottoscritto che ha diretto l’AMAM dal gennaio 2002 fino ad aprile 2016, quindi per oltre 14 anni, ha affrontato le stesse difficoltà relativamente al personale che, in alcuni periodi, ha raggiunto un minimo di 50 unità a causa dei pensionamenti e del blocco delle assunzioni vigente per le pubbliche amministrazioni. Pur tuttavia si è cercato sempre di gestire l’Azienda con la massima efficienza possibile e con le immaginabili difficoltà aggravate dalla suddetta carenza di personale».

L’ex direttore passa poi al problema delle perdite idriche che interessano la rete cittadina: «Vorrei ricordare che la media nazionale delle stesse, secondo una recente indagine ISTAT (anno 2015) è del 38,2%; Messina si attesta a valori sicuramente inferiori e comunque al di sotto del 30% e questo perché, nel tempo, si sono sempre effettuate le manutenzioni e progetti mirati di ricerca perdite che hanno consentito di mantenere i valori delle perdite al di sotto di ogni città del meridione d’Italia e di gran parte delle città del Nord. Nessuna fatiscenza quindi delle reti idriche cittadine, che peraltro sono state rifatte nei primi anni ’80, con una spesa di poco più di 25 miliardi delle vecchie lire e con la posa in opera di circa 300 km di tubazioni di vario diametro che, comunque, vanno continuamente manutenzionate per la eliminazione di perdite che si manifestano nel tempo, come in tutte le reti di ogni città».

In risposta proprio alla mancanza di progettualità lamentata da Cipollini, La Rosa vuole ricordare che Amam ha sempre investito, durante la sua direzione, in manutenzione delle reti idriche e fognarie e in quelle degli impianti di depurazione, mediamente un importo di 4/5 milioni di euro ogni anno, oltre ad altri circa 8 milioni di euro reperiti mediante finanziamenti sul POR Sicilia 2000/2006 e per le fonti alternative numerose ricerche idriche sono state effettuate negli ultimi anni che hanno portato ad escavazione di nuovi pozzi a servizio di diverse zone della città.

Capitolo tecnologie: «Sulla presunta “scarsa innovazione degli ultimi anni” mi piace affermare che l’Azienda, durante la mia gestione, si è dotata della mappatura di tutte le reti idriche cittadine che era inesistente, ha implementato il sistema di telecontrollo, che per tanti anni è stato l’invidia di tante città anche del nord Italia, inserendo in telecontrollo oltre tutti i serbatoi cittadini e dei villaggi anche gran parte degli impianti di sollevamento della rete fognaria, ha ristrutturato ed ha efficientato la funzionalità degli impianti di depurazione che oggi rispettano pienamente i limiti di scarico imposti dalle vigenti disposizioni normative a tutto beneficio delle acque marino costiere, ha realizzato un sistema di lettura dei consumi utenze e di gestione delle fatturazioni sicuramente moderno ed efficiente».

Poi ci sono i crediti vantati da Amam: «Il recupero, per la carenza di personale, è stato sempre effettuato con l’appalto a ditte del settore, che nel tempo hanno prodotto un recupero di somme notevole, infatti si tratta di 68 milioni di euro recuperati dal 2004 a tutto il 2014, fermo restando che l’impegno, a mio avviso, va mantenuto ed implementato».

Un’ultima riflessione La Rosa la dedica ai cantieri di Calatabiano e di Forza D’Agrò. «Per il primo ricorderei che l’emergenza si è risolta con la realizzazione del by-pass a tutti noto studiato e progettato con impiego di materiali innovativi che hanno consentito in tempi, relativamente brevi il ripristino dell’erogazione idrica verso la città di Messina. Il ripristino del grave danno si sarebbe potuto effettuare in tanti modi diversi ma tutti in tempi di gran lunga superiori rispetto alla soluzione adottata e realizzata dagli Uffici Tecnici di AMAM che, tuttavia, mantiene il carattere di soluzione di emergenza richiedendo, in tempi rapidi, il ripristino della conduttura originaria. Altro problema a Forza D’Agrò dove oggi vi è una situazione di precarietà, fin oggi tamponata grazie ad un intervento da me disposto e realizzato, poco prima del mio pensionamento, che ha previsto opere provvisionali urgenti di primo intervento finalizzate all'ancoraggio della condotta d'acqua lungo il versante di Fondaco Parrino. E’ evidente che trattandosi di opere provvisionali, le stesse miravano a recuperare tempo per redigere un progetto definitivo di spostamento della condotta e sistemazione del versante che, essendo stato redatto, necessita, oggi, di essere appaltato, con urgenza, per evitare danni maggiori».

4 commenti

  1. Sergio martino 20 Maggio 2017 15:57

    Ora ci mancavano le polemiche a distanza fra il vecchio direttore e quello nuovo!!! purtroppo se cominciamo con le polemiche, ci dimentichiamo dei problemi seri della città in piena emergenza idrica dal 24.10.2015! O di quartieri con poca acqua vedasi il mio Lombardo…in buona sostanza chi dovrà risolvere i problemi? In una situazione che a del paradossale!!

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  2. Sergio martino 20 Maggio 2017 15:57

    Ora ci mancavano le polemiche a distanza fra il vecchio direttore e quello nuovo!!! purtroppo se cominciamo con le polemiche, ci dimentichiamo dei problemi seri della città in piena emergenza idrica dal 24.10.2015! O di quartieri con poca acqua vedasi il mio Lombardo…in buona sostanza chi dovrà risolvere i problemi? In una situazione che a del paradossale!!

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  3. Non mi pare che l’intervento del nuovo DG AMAM abbia criticato la vecchia direzione. Infatti mi sembra che entrambi lamentino carenze e necessità di nuovi investimenti per rifare la rete idrica dannegiata dagli smottamenti, per il rifacimento di parti delle reti fognanti, per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione a nord e per il recupero delle morosità oltre che per la gestione utenze che necessitano un più attento e veloce controllo, specialmente nel settore del commercio e delle aziende anche pubbliche.

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  4. Non mi pare che l’intervento del nuovo DG AMAM abbia criticato la vecchia direzione. Infatti mi sembra che entrambi lamentino carenze e necessità di nuovi investimenti per rifare la rete idrica dannegiata dagli smottamenti, per il rifacimento di parti delle reti fognanti, per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione a nord e per il recupero delle morosità oltre che per la gestione utenze che necessitano un più attento e veloce controllo, specialmente nel settore del commercio e delle aziende anche pubbliche.

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