La V Circoscrizione chiede l'attivazione urgente di una linea Atm, mentre il consigliere La Fauci sollecita chiarimenti sulla riapertura del plesso
MESSINA – La zona di Via Badiazza si trova al centro di una doppia emergenza che colpisce la mobilità e il diritto allo studio. Da un lato, il Consiglio della V Circoscrizione ha approvato un atto di indirizzo per rompere lo storico isolamento dell’area tramite il trasporto pubblico; dall’altro, resta l’incertezza sul futuro della scuola primaria e dell’infanzia locale, chiusa da mesi per motivi di sicurezza.
Il nodo trasporti: una linea bus per la Badiazza
Il Consiglio circoscrizionale ha deliberato all’unanimità la richiesta di istituire con urgenza una linea bus dedicata (tramite mini bus idonei alle strade del rione) che colleghi Via Badiazza alla rete urbana. La zona, pur ospitando la monumentale Chiesa di Santa Maria della Valle, testimonianza normanna del XII secolo, è priva di collegamenti pubblici.
L’assenza di mezzi penalizza quotidianamente lavoratori, anziani e studenti. Nonostante Atm avesse già accertato la fattibilità tecnica del servizio nel 2016, le istanze dei residenti sono rimaste per anni senza risposta. Il Consiglio propone ora un piano che preveda fermate intermedie lungo Via Palermo e orari rinforzati nelle punte mattutine e pomeridiane.
Scuole chiuse: il caso del plesso “Giuseppe Mauro”
A complicare il quadro dei servizi nella zona è la situazione della scuola “Giuseppe Mauro”. L’istituto è stato chiuso temporaneamente il 30 gennaio 2026 a causa di una voragine di circa due metri di profondità manifestatasi nel cortile, adiacente ai servizi igienici.
Il vicepresidente del Consiglio comunale, Giandomenico La Fauci, ha presentato una richiesta di aggiornamento al commissario Piero Mattei, denunciando il superamento dei tempi previsti per la riapertura. Ad oggi il plesso rimane sbarrato e l’area è ancora delimitata solo da recinzioni da cantiere.
L’obiettivo è quello di restituire normalità a un quartiere che si sente penalizzato dalla carenza di servizi essenziali e dalla mancanza di trasparenza sui tempi degli interventi pubblici.
