Messina ha bisogno di un confronto elettorale all'altezza del futuro che merita

Messina ha bisogno di un confronto elettorale all’altezza del futuro che merita

Pippo Trimarchi

Messina ha bisogno di un confronto elettorale all’altezza del futuro che merita

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giovedì 05 Marzo 2026 - 12:30

I candidati a sindaco alternativi a Federico Basile dovrebbero proporre la loro visione di città, valutando con oggettività i risultati sin qui ottenuti

Chi si candida a sindaco di una città complessa come Messina dovrebbe proporsi all’elettorato con una postura istituzionale che guarda all’interesse generale, valutando con onestà intellettuale la situazione esistente e proponendo la sua visione del futuro. Insomma, bisognerebbe dismettere l’atteggiamento superficiale di chi si fa prendere la mano dalla propaganda e tende a disconoscere o minimizzare risultati oggettivamente ottenuti dall’amministrazione alla quale ci si oppone. Questi ultimi, del resto, una volta acquisiti, sono patrimonio dell’intera collettività e costituiscono la base di partenza di nuovi possibili orizzonti. Su questo sarebbe auspicabile incentrare la campagna elettorale se Messina deve, come tutti auspichiamo, spiccare il volo. Quello che serve è un confronto evoluto, una dialettica franca e anche accesa, ma priva di polemiche inutili, che faccia comprendere agli elettori chi ha davvero le qualità per assicurare un buon servizio alla comunità e al suo benessere economico, sociale e culturale.

Per assegnare al confronto tra i candidati alla carica di sindaco una parziale base di ragionamento che tenga conto dell’evoluzione di Messina negli anni delle amministrazioni De Luca-Basile, è utile evidenziare alcune tematiche rispetto alle quali la città si è lasciata alle spalle l’immobilismo al quale per troppi anni era stata relegata da classi dirigenti inadeguate.

Secondo Palazzo di Giustizia

L’iter per la realizzazione del secondo Palagiustizia parte addirittura nel 1985.  Tre anni dopo viene elaborato il primo progetto. Da allora c’è stata una lunghissima trafila di discussioni, immaginando le collocazioni più disparate in giro per la città, sempre con il rischio incombente di perdere il finanziamento di 18 Milioni di Euro del Ministero di Grazia e Giustizia. Dopo quarant’anni trascorsi inutilmente, la situazione si è sbloccata grazie alla scelta di collocare i nuovi uffici giudiziari nel palazzo dell’ex Cassa di Risparmio e in quello dell’ex Banca di Roma, acquistati dal Comune. I lavori di ristrutturazione e adeguamento sono in corso e dovrebbero concludersi, con qualche ritardo rispetto alle previsioni, entro giugno di quest’anno.

Capannone ex Seaflight

Deturpante testimonianza di un’attività cantieristica abbandonata, i grandi ruderi di metallo dei capannoni ex Seaflight hanno dominato il panorama di Capo Peloro per decenni. Il percorso che ha condotto alla sua demolizione è cominciato con Cateno De Luca nel 2019 e si è concluso nella fase commissariale che ha preceduto l’elezione di Federico Basile, gestita da Leonardo Santoro. Oggi è un palcoscenico naturale per concerti e grandi eventi.

Ex Sanderson

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ai ruderi di un complesso industriale, sul quale le discussioni e le promesse disattese hanno sempre prevalso su una reale prospettiva di risanamento e rilancio. Oggi, finalmente, la Regione Sicilia, che possedeva l’area di otto ettari attraverso l’Esa, l’ha ceduta al Comune. Sono, poi, a disposizione di Palazzo Zanca 25 milioni di fondi regionali destinati alla bonifica. Per entrambi gli obiettivi il ruolo di De Luca, come componente dell’Ars è stato determinante. Dopo la rimozione degli agenti nocivi, il Comune intende attrezzarsi per la consegna del sito alla città con un progetto che terrà conto delle proposte formulate dal Comitato cittadino ex Sanderson.

Recupero del litorale di Maregrosso

Di liberare la spiaggia di Maregrosso dal degrado e dai fabbricati abusivi che hanno sottratto il mare al centro città si parlava anche in questo caso da decenni. Qualche amministrazione ci ha tentato ma senza determinare la svolta decisiva. Già se ne era cominciato ad occupare Antonio Saitta, in qualità di assessore della giunta Providenti nel 1996. Anche Pippo Isgrò, come esponente della giunta Buzzanca, ha profuso uno sforzo importante. Ma non si può negare che siano state le amministrazioni De Luca-Basile, a mettere in atto l’intervento organico che a breve porterà alla bonifica delle porzioni inquinate di spiaggia e alla demolizione di ben 13 fabbricati fatiscenti, con un’operazione già dotata di finanziamento. Con la dichiarazione di balneabilità delle acque che si attende dalla Regione, Maregrosso si avvia, così, a diventare la spiaggia del comprensorio centrale della città.

Stadio Celeste

Dopo l’apertura del nuovo stadio a S. Filippo, il Celeste che per tanti anni è stato il tempio del calcio cittadino, si è avviato ad un triste e lungo declino. Lo ha sottratto a questo destino il progetto di recupero e valorizzazione di cui si è occupato l’assessore allo sport Massimo Finocchiaro e che è già in fase avanzata di realizzazione. Tra un paio di mesi si dovrebbero concludere anche per la parte non finanziata dal PNRR.

Serbatoio Montesanto 1

Un’opera incompiuta che risale agli anni ’60 del secolo scorso. Il mancato completamento del Serbatoio Montesanto1 è stata per decenni un’offesa inaccettabile a fronte delle ben note criticità nel sistema di erogazione dell’acqua in città. All’interno delle parziali strutture realizzate e in stato di abbandono, qualcuno aveva addirittura creato delle stalle. La lotta ingaggiata da Cateno De Luca con la Regione per acquisire la titolarità dell’area ha consentito il riavvio dei lavori di realizzazione dell’opera, con un progetto adeguato e il necessario finanziamento. Ora il Serbatoio Montesanto 1 è pronto per il collaudo. Esaurito quest’ultimo passaggio, potrà entrare in funzione assicurando maggiore efficienza al sistema di distribuzione dell’acqua a Messina.

Amare Messina non è un esercizio semplice

Si poteva fare meglio? Si poteva fare prima? E’ possibile e sarebbe stato certamente più gratificante per tutti, ma bisogna altresì riconoscere che i tempi di realizzazione dei progetti si scontrano con difficoltà di ordine burocratico e politico che vivono di una dimensione propria, astratta dai bisogni dei cittadini. Tuttavia, quello che non può essere sottaciuto ad un’osservazione imparziale dei fatti è la determinazione con la quale si sono perseguiti i risultati. Chi si propone come alternativa all’amministrazione uscente, dovrebbe spiegare bene agli elettori come intende migliorare la città a fronte degli obiettivi già raggiunti o in dirittura d’arrivo. Amare Messina non è un esercizio facile soprattutto se ci si propone di guidarne le sorti. Implica cognizione vera del contesto, capacità di analisi scevra da strumentalizzazioni, e generosità, grande generosità che deve surclassare la seppur legittima voglia di affermazione personale.

Un commento

  1. In questo momento è necessario garantire alla città una continuità amministrativa, per completare i lavori iniziati e iniziare i lavori finanziati, quindi, potrà anche non piacervi, ma turatevi il naso e votate Basile.

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