Crack, spice e coltelli a scuola. Intanto alla Procura dei minori c'è un solo magistrato in servizio
Messina – Crack, spice, coltellini, armi a buon mercato. Il volto buio della criminalità minorile racconta di giovani sempre più violenti e avvezzi a droghe sintetiche, pericolosissime. Anche a Messina. Non è un fatto nuovo e l’allarme è ripetuto da più parti e già da tempo.
Dati inquietanti
Ma i dati che arrivano da un osservatorio privilegiato come quello del Palazzo di Giustizia fotografano un aumento inquietante delle dimensioni dei fenomeni che riguardano i giovani. Svelando che, malgrado i numeri preoccupanti, lo Stato è praticamente disarmato a Messina, almeno dal punto di vista giudiziario.
Disastro alla Procura dei minori
Lo conferma il presidente della Corte d’appello di Messina Luigi Lombardo alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Basti pensare che alla Procura per i Minorenni, che si occupa di tutti i casi più delicati che riguardano i minori dell’intera provincia messinese, è rimasto un solo magistrato a gestire l’intero ufficio. Il presidente Lombardo la definisce “clamorosa inadeguatezza”, rivelando che la gestione dei carichi di lavoro è ormai basata su “dati incerti” e sulla resilienza dei singoli, mentre le piante organiche sono totalmente sproporzionate rispetto ai reati che sopravvengono.
Droghe sintetiche
“Allarmante il dato della massiccia diffusione, soprattutto fra i giovani, delle droghe sintetiche (fra le quali lo spice ed il crack), come emerge dalle numerose indagini con sequestri di ingenti quantitativi del medesimo genere di droghe, ha affermato Lombardo.

La Meloni riferisca in parlamento.