Gaetano Saja: “La politica ha affossato la gestione diretta per utilizzare le cooperative”

Gaetano Saja: “La politica ha affossato la gestione diretta per utilizzare le cooperative”

Gaetano Saja: “La politica ha affossato la gestione diretta per utilizzare le cooperative”

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domenica 16 Novembre 2014 - 23:37

In questa nota Gaetano Saja ripercorre le tappe che che hanno portato dapprima all’Istituzione dei servizi sociali per garantire una gestione diretta del settore e poi al suo affossamento da parte della politica più interessata ad “utilizzare” il sistema clientelare delle cooperative

Letto l'articolo della giornalista Rosaria Brancato pubblicato su "Tempo stretto online" titolato "Caro diario, ecco perchè non andrò più a Eracasaserena. Firmato donna Sarina " non sarei intervento se non avesse scritto "Le cooperative sono nate ad uso e consumo del politico di riferimento che le utilizza per due scopi: gestire le caselle occupazionali e crearsi il bacino elettorale". Cercherò di essere breve, tralasciando di soffermarmi su avvenimenti e farri molto importanti riguardanti i "servizi sociali" nella nostra città. La nostra brava giornalista, che spero legga questo "post", ha vissuto, da molto giovane" il periodo relativo alla gestione Providenti, Sindaco di sinistra che ha governato questa nostra città con il consiglio comunale ed il collegio sindacale espressioni del centro destra, dal 1994 al 1998, prima amministrazione comunale del dopo "tangentopoli". Durante la predetta gestione politico – amministrativa del nostro Comune innumerevoli furono, fra le altre, le iniziative nel settore dei "servizi sociali" scaturite dalle fertili proposte, quasi tutte finanziate e realizzate, dell'ing. Gaetano Giunta, assessore alle politiche sociali, grazie, anche, alla intelligenza del proprio collaboratore Gaetano Campagna. Durante tale periodo, sostenuti da una norma inserita nel decreto legislativo 267/2000 (testo unico della finanza locale), tutt'ora vigente, prese inizio lo studio di alcune proposte, una delle quali, di costituire l'istituzione per i servizi sociali per trasferire le attività socio assistenziali svolte dall'apposito assessorato, ma non tutte, dato che quelle strettamente legate a rapporti politici – istituzionali, quale la "emergenza abitativa" rimanevano appannaggio dell'apposito assessorato che veniva, pertanto, ridimensionato, ma non abolito del tutto. Ci troviamo, per il nostro Comune, ad inizio del periodo delle "anatre zoppe". Fra le prime iniziative allo studio del primo consiglio di amministrazione guidato dal dr. Aldo Di Blasi emerge, per importanza, quella fa riferimento alla possibile gestione diretta di "Casa serena", di cui parleremo appresso dato che è collegata alla necessaria ristrutturazione integrale dello stabile, d'altra parte di proprietà comunale che vedeva, a buon punto, l'iter burocratico per ottenerne il necessario finanziamento. Per quanto riguarda lo studio per verificare la fattibilità e gli eventuali vantaggi o svantaggi se si fosse deciso per la "gestione diretta del servizio", questo fu affidato, anche, al "servizio economico finanziario" dell'istituzione che relazionò in merito evidenziando i vantaggi ed, in particolare, la economicità che ne sarebbe derivata qualora il servizio fosse stato gestito direttamente dall'istituzione. Questa possibilità è stata, da subito, condivisa dai sindacati. Ma si presentò subito il problema del personale dato che quello, al momento, utilizzato dalla cooperativa non poteva essere assorbito e stabilizzato dall''Istituzione dato che questa era priva della "personalità propria giuridica", d'altra parte non prevista dalla legge nazionale e. quindi, inizialmente, non inserita nello "Statuto" dell'Istituzione". Tale difficoltà è stata superata dai sindacati che riuscirono a fare inserire, in una legge, che nulla aveva a che vedere con i servizi sociali, in corso di approvazione da parte dell'assemblea regionale, una norma che stabiliva che le "istituzioni per i servizi sociali" operanti nella regione siciliana avrebbero avuta riconosciuta propria "personalità giuridica". Persino il Consiglio Comunale con delibera n. 65/c del 22/11/2002 approva il nuovo "statuto" dell'Istituzione il cui primo comma dell'articolo 5 così recita "L'istituzione per i servizi sociali – dotata di personalità giuridica – gestisce in autonomia risorse affidate secondo criteri volti a garantire l'efficacia e la economicità della gestione", Si lavorava per raggiungere l'obbiettivo immaginando, anche, di includervi il servizio relativo alla "assistenza domiciliare anziani", date le somiglianze tecnico operativo dei due servizi quando sorsero le prime difficoltà che ebbero inizio dalle contestazioni dei consiglieri comunali. non tutti, che iniziarono, seguiti a ruota dai sindacati, a definire l'istituzione per i servizi sociali "un carrozzone" inutile ed oneroso. Nella sostanza i politici temettero che con la gestione diretta di Casa Serena ed, a seguire, dell'assistenza domiciliare anziani si sarebbe intrapresa una strada che, alla fine, avrebbe evitato di intraprendere rapporti con le cooperative sociali, loro fonte di interesse politico. Oggi ci viene la conferma dalla giornalista Brancato quando afferma che "Le cooperative sono nate ad uso e consumo del politico di riferimento che le utilizza per due scopi: gestire le caselle occupazionali e crearsi il bacino elettorale". Il progetto naufragò, ma rimase la corretta gestione, sotto il profilo, soprattutto finanziario dell'istituzione sino a quanto l'avvento del commissario regionale Gaspare Sinatra non sciolse il Consiglio di Amministrazione, siamo a dicembre del 2007, e nominò una "reggenza commissariale ed a capo del "servizio economico finanziario" il ragioniere generale del Comune il quale propose alla "reggenza commissariale". che approvò, come primo atto tecnico finanziario il "bilancio economico di previsione 2008" "falso" dato che si prevedevano entrate "non veritiere" e quindi "inesigibili" (reato di falso ideologico) per finanziare costi certi. Il buon giorno si vede al mattino, Di questo non c’è nè da meravigliarsi se vivi ed operi in una città come la nostra dove l'illecito è da esaltare e il lecito da condannare.

Gaetano Saja

4 commenti

  1. Anche il consigliere Gioveni è intervenuto la scorsa settimana in Consiglio gridando la vergogna del sistema clientelare delle cooperative sociali e chiedendo la gestione diretta del servizio da parte del comune ricordando quello che fece Sinatra. Se non cambiano le cose con questa giunta apartitica …

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  2. Anche il consigliere Gioveni è intervenuto la scorsa settimana in Consiglio gridando la vergogna del sistema clientelare delle cooperative sociali e chiedendo la gestione diretta del servizio da parte del comune ricordando quello che fece Sinatra. Se non cambiano le cose con questa giunta apartitica …

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  3. ho lavorato nelle cooperative dio me scansi e liberi

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  4. ho lavorato nelle cooperative dio me scansi e liberi

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