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Sfratti per morosità, i sindacati: 80mila famiglie calabresi da tutelare sùbito

Mario Meliadò

Sfratti per morosità, i sindacati: 80mila famiglie calabresi da tutelare sùbito

sabato 19 Giugno 2021 - 09:20

I vertici calabresi di Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Uniat-Uil, preparandosi al sit-in del 24 giugno, chiedono d'incontrare Governatore, Prefetti, Comuni e Anci

Bloccare la ripresa degli sfratti per morosità, in un momento sociale delicatissimo, che sarebbe prevista il primo luglio prossimo. La richiesta congiunta è dei vertici calabresi di Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Uniat-Uil.
In questo senso, i rispettivi segretari regionali Francesco Alì, Raffaele Rotundo e Alberto Frontera hanno richiesto un incontro a Presidente della Regione, Prefetti, Comuni e Anci calabrese, esprimendo «forte preoccupazione per la prossima ripresa delle esecuzioni degli sfratti per morosità, in gran parte incolpevole». Col decreto legge “Sostegni 1”, Governo e Parlamento hanno proceduto a una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità, «lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020, senza una cabina di regia che possa governare le esecuzioni anche con il passaggio da casa a casa». Una scelta che le forze sociali ritengono sbagliata, ma anche «inefficace e pericolosa in una situazione che vede l’emergenza abitativa accresciuta in dimensioni eccezionali dalla crisi pandemica e dalle sue conseguenze economiche e sociali».

Ancor più, a considerare che neppure il “Sostegni-bis” in atto all’esame della Camera non affronta il nodo, «con il rischio che, in mancanza di radicali modifiche su questo punto, si profilerà un ulteriore gravissimo disagio sociale nelle città e nelle regioni, peraltro, alle prese con la campagna vaccinale per un’uscita dalla pandemia». La proposta di Alì, Rotundo e Frontera è di adottare «immediate misure che tengano conto delle esigenze rappresentate dalle famiglie che dovranno riconsegnare l’alloggio».
Un problema che investe 80mila famiglie: per sostenere le proposte degli organismi sindacali, sul tappeto da tempo, è stato indetto a partire dalle 15 del 24 giugno un presidio davanti a Montecitorio. Su questi temi, comunque, i tre sindacati di categoria «hanno richiesto un incontro e un confronto costruttivo per affrontare la grave situazione che si potrebbe determinare nei territori e per far arrivare al Governo la voce delle famiglie calabresi, insieme alle proposte unitarie del sindacato».

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