La coalizione punta a stoppare ipotesi di elezioni regionali anticipate ma in Fratelli d'Italia e Forza Italia c'è chi immagina altri futuri candidati
di Marco Olivieri
SICILIA – Il centrodestra in Sicilia non gode di ottima salute e le amministrative hanno mostrato più di una crepa. Le tempeste giudiziarie confermano la crisi della coalizione. Un centrodestra quasi a pezzi ma che, senza un’alternativa credibile, è destinato a vincere ancora nell’isola.
Da Mulè e Falcone sfida a Schifani in Forza Italia
Nel frattempo, come rivela Live Sicilia, Lega, Dc, Forza Italia e Udc “blindano” la Giunta Schifani. Niente elezioni anticipate, nonostante il costante Vietnam parlamentare all’Ars. Ma Forza Italia è più lacerata che mai. E la sfida al presidente della Regione , da parte dell’aspirante candidato Giorgio Mulè (vicepresidente della Camera) e dell’eurodeputato Marco Falcone, è alla luce del sole. In questo contesto aperto ai conflitti, non più copyright del centrosinistra, arrivano le dichiarazioni alla Tgr Rai Sicilia del commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella: “Se il candidato del centrodestra non dovesse essere Renato Schifani, non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali”.
In realtà, anche in casa di FdI non mancano i problemi. In primo piano le vicende giudiziarie che hanno investito l’assessora Elvira Amata e il presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno. Tuttavia, il segnale agli alleati, da parte del partito della presidente Meloni, è chiaro. Una sorta di “ci siamo anche noi” in vista di nuovi equilibri all’interno della coalizione.
Germanà: “L’unità del centrodestra è una priorità, alle amministrative qualche alleato non è stato generoso”
Nel frattempo, Nino Germanà, senatore e segretario della Lega in Sicilia, invita alla prudenza: “Far immaginare una coalizione che sta amministrando bene la Sicilia, con un governo dai grandi risultati, come una maionese impazzita, è un esercizio al quale non vogliamo partecipare. Così come mettere sullo stesso binario l’esito delle amministrative con l’azione determinata del governo Schifani, è quanto di più sbagliato si possa fare per dare un’immagine distorta del centrodestra. La Lega ha sempre avuto come obiettivo irrinunciabile l’unità della coalizione e riteniamo che senza il nostro contributo difficilmente si hanno risultati per esprimere nettamente una maggioranza. Chi oggi vuole mandare tutto a carte quarantotto è un demolitore che rischia di passare alla storia recente come un comprimario e un politico poco illuminato”.

Continua il senatore messinese: “Le elezioni comunali hanno dato dei segnali che vanno certamente esaminati politicamente ma avendo l’onestà di dire che ad alcuni alleati è mancata la generosità in tante realtà territoriali. E quando manca questo elemento, vero collante per una coalizione degna di questo nome, succede che poi scatta la legittima difesa e pari dignità. Noi abbiamo adottato questa opzione per non rimanere estromessi o schiacciati per le bizze di qualche prepotente. Consideriamo la coalizione di centrodestra molto più forte del campo progressista, ma ciò talvolta per arroganza porta a fare errori. Ora è tempo di andare avanti con Schifani sino alla fine della legislatura consegnando agli elettori una Sicilia che cresce, con i conti in ordine, con una strategia tracciata su rifiuti, sviluppo e infrastrutture. Sono i risultati a cui tutti i soggetti del centrodestra dovrebbero guardare per chiedere ancora la fiducia ai cittadini siciliani”.
In questo contesto in divenire, il centrosinistra o campo largo prova a ripartire con più forza, esultando per i 7 Comuni conquistati ai ballottaggi, e Cateno De Luca punta a fare di Sud chiama Nord l’ago della bilancia. Il quadro è in movimento.

