Roccalumera. Mistero del sogno, giornata di studi in onore dello scienziato John Allan Hobson

Roccalumera. Mistero del sogno, giornata di studi in onore dello scienziato John Allan Hobson

Roccalumera. Mistero del sogno, giornata di studi in onore dello scienziato John Allan Hobson

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martedì 17 Maggio 2016 - 06:42

"I sogni sono meccanismi di riscaldamento del cervello in vista del risveglio. Le immagini dei sogni non sarebbero una via di contatto con l’inconscio , né frutto dell’elaborazione delle vicende o delle sensazioni vissute nella realtà, ma semplici processi fisiologici che si producono in ambito cerebrale e che determinano casuali reazioni pseudo sensoriali"

L’Antica Filanda di Roccalumera, ha ospitato la Giornata di studi sul mistero del sogno in onore dello scienziato prof. John Allan Hobson , professore emerito di Psichiatria presso l’Hardvard Medical School di Boston. L’evento promosso dall’Osservatorio di Etnoantropologia culturale “Archetipi e Territorio” dai dottori Giuseppe Mento, neurologo, Giuseppe Turiano, endocrinologo e Jenny Gioffrè, psicoterapeuta e dal Centauro onlus è stato patrocinato dal Comune di Roccalumera. Presenti all’evento i sindaci dei comuni di Roccalumera, Furci Siculo e Nizza di Sicilia. A presentare la Giornata di studi e gli interventi dei relatori , l’avvocato Silvana Paratore che ha illustrato la figura del prof. John Allan Hobson, membro della Fondazione Mc Arthur che si occupa dei rapporti tra mente e corpo, definendolo geniale studioso dei processi neuro-cerebrali che ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza dei sogni dal punto di vista fisiologico, pur non negandone l’importanza psicologica.

Interessante la prolusione del dott. Giuseppe Mento promotore del convegno multisiciplinare che ha affermato come il sogno sia una delle ultime frontiere della conoscenza del cervello da parte di sé stesso. Durante il sogno, ha affermato il dott. Mento, si unirebbero in una complessa relazione gli elementi emotivamente più significativi che nel tempo si sono stratificati nel nostro mondo interno e che dominano il nostro universo mentale. Riferendosi poi ad Hobson, Mento, ha dichiarato come nel suo desiderio di costruire una scienza del sogno unificata, egli propone la teoria dell’attivazione-sintesi secondo cui la corteccia opererebbe una sintesi creativa a partire da storie senza senso proponendo un modello neurocognitivo dell’attività onirica. Significativi i contributi dei relatori della tavola rotonda mattutina moderata dagli psichiatri Federico Fischetti e Roberto Motta e dal pedagogista psicologo Nicola Schepis; la professoressa Fulvia Toscano, direttrice di Naxos legge, ha affermato come l’elemento onirico nella tragedia greca viene utilizzato a livello premonitorio: il racconto del sogno è il racconto di un altrove fuori dal tempo, abitato dagli dei che veicolano la loro presenza proprio attraverso le visioni oniriche simboliche, di cui sono depositarie tutte donne; il dott. Motta secondo cui il sogno è in rapporto alla veglia che è l’esercizio della forza del corpo ed è la camera di tutte le attività cognitive, sensitive e di tutte le manifestazioni volontarie: il sogno riscalda la parte più profonda del corpo nella visione di Arnaldo da Villanova; il prof. Luigi Baldari Dirigente medico psichiatra Responsabile dell’Uos Psicoterapia studi e ricerche presso l'Asp di Messina il quale ha relazionato su: “I segreti ed i sogni”, richiamando Freud ed il suo studio dei sogni secondo cui l’inconscio è veramente una parte essenziale e universale dello psichismo umano. Il sogno, puo’ secondo Freud, essere decifrato come un sintomo. A seguire l’intervento del dott. Matteo Allone e del dott. Marcello Aragona, professore Aggregato di Oncologia Medica, psicoterapeuta ad orientamento transpersonale. Quest’ultimo si è soffermato su : “Il sogno : dalle tradizioni sciamaniche alla medicina transpersonale” sottolineando come il sogno da sempre abbia aperto un canale d’accesso al non cosciente, di comunicazione con gli ambiti misteriosi dell’inconscio , della malattia, dell’intuizione, della spiritualità. Ha suscitato altresì interesse la relazione della dott.ssa Jenny Gioffrè, psicologa analista del Centro Italiano di Psicologia Analitica – Istituto per l’Italia Meridionale, la quale ha attenzionato la tematica dei sogni ed immagini: le porte dell’inconscio, affermando come le immagini ed i sogni afferiscono al magazzino infinito dell’inconscio collettivo. Sognare, ha aggiunto la dott.ssa Gioffrè , è una antica attività della Psiche, che costringe la coscienza diurna ad abbandonare il suo trono razionale ed ad immergersi in una vasca alchemica la cui metafora di base è la costante trasformazione. Nella sessione pomeridiana illustrata dall’avv. Paratore e moderata dai dottori Mento e Turiano, dirigente medico presso la Struttura complessa di endocrinologia Ospedale Papardo di Messina, sono intervenuti: S. Todesco antropologo che nella sua relazione “Incubatio, sogno e guarigione nella cultura popolare del meridione” ha sostenuto come il sogno ci fa comprendere la natura umana effimera, inconsistente e si presenta essere il frutto dell’immaginazione, di espressione del desiderio di chi sogna; le prof.sse di letteratura tedesca presso Università di Catania Grazia Pulvirenti e Renata Gambino, secondo cui il sogno è fonte di creazione artistica;il dott. Giuseppe Turiano che ha relazionato su “Ritmi circadiani e ormonali durante il ciclo sonnoveglia. Ha concluso la sessione pomeridiana la dottoressa Rosalia Silvestri, neurologa, che ha relazionato su: “Sonno rem ed attività onirica, significato e fisiologia”. Suggestivo il contributo del critico e storico del cinema Nino Genovese che ha incantato il pubblico con la sua relazione su : “Cinema e sogno”.

Centrale la prolusione DREAMING AS VIRTUAL REALITY del prof. John Allan Hobson. I sogni sono meccanismi di riscaldamento del cervello in vista del risveglio. Le immagini dei sogni non sarebbero una via di contatto con l’inconscio , né frutto dell’elaborazione delle vicende o delle sensazioni vissute nella realtà, ma semplici processi fisiologici che si producono in ambito cerebrale e che determinano casuali reazioni pseudo sensoriali. Questa teoria, secondo Hobson, spiega perché la gente di solito non ricorda quel che ha sognato. E’ come il jogging. L’organismo non ricorda ogni passo della corsa ma sa che ha fatto un esercizio fisico. Come la messa a punto di un motore. E’ lo stesso col cervello: i sogni preparano la mente per il ritorno nella vita conscia. La serata è stata allietata dalle NINNA NANNE di Rosalba Lazzarotto.

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