Sindaci d’Italia, Magorno: «Ripartire dai territori»

Sindaci d’Italia, Magorno: «Ripartire dai territori»

Redazione

Sindaci d’Italia, Magorno: «Ripartire dai territori»

martedì 27 Ottobre 2026 - 12:03

Roma, convention “L’Italia dei Territori”. Il presidente del nuovo partito apre i lavori e rilancia la federazione con Sud chiama Nord di Cateno De Luca

ROMA – «Viva l’Italia, viva i sindaci, viva i territori». Ernesto Magorno, presidente di Sindaci d’Italia, ha chiuso così il discorso con cui stamattina ha aperto “L’Italia dei Territori”, la convention nazionale organizzata con Sud chiama Nord all’Hotel Massimo D’Azeglio di Roma, in programma fino al 29 ottobre. Ex sindaco di Diamante, ex parlamentare ed ex segretario regionale del Pd in Calabria, Magorno ha parlato per circa tredici minuti a braccio, senza testo scritto. Il suo intervento è stato il manifesto politico del partito, nato ad Assisi e presentato a Roma all’inizio di ottobre.

Comuni del Nord, del Sud e delle isole

Il punto di partenza è la dimensione territoriale. «Vogliamo metterci al servizio di una parte fondamentale del nostro Paese, che sono i territori, i comuni del Nord, del Sud, delle isole», ha detto Magorno. Secondo lui la crisi che vivono oggi non è più quella che un tempo divideva il Nord dal Sud. L’obiettivo è «ripartire dai territori» e farli uscire dalla marginalità degli ultimi decenni.

Il presidente ha poi sottolineato una novità: nella stessa sala sedevano insieme sindaci e amministratori di tutta Italia, dalle Alpi alla Sicilia, «al di là delle storie e delle ideologie». Quando si vince in un comune e si va a governare, ha spiegato, l’ideologia c’entra poco. Conta risolvere i problemi delle donne e degli uomini amministrati. Magorno ha richiamato anche l’Italia «delle torri e dei campanili» e la capacità, mostrata nel secondo dopoguerra, di fare sintesi tra laicità, cattolicesimo democratico e culture diverse.

La federazione con Sud chiama Nord e De Luca

Il passaggio politico centrale riguarda l’alleanza con il movimento di Cateno De Luca. Magorno ha ringraziato il leader di Sud chiama Nord per aver dato voce a una parte importante del Paese. Lo ha descritto come un partito di territorio, fatto di sindaci, amministratori locali e consiglieri. «È ovvio che non possiamo che federarci con un partito che ha la nostra stessa storia e le nostre stesse analisi», ha detto. Ha ricordato il percorso di De Luca, sindaco di Fiumedinisi, poi di Messina e oggi di Taormina, che ha definito uno dei più straordinari messaggeri del turismo italiano. «Non è un’operazione di palazzo», ha aggiunto Magorno: è una scelta da portare avanti «con convinzione e con grande passione».

Legge elettorale: «Mai più parlamentari sconosciuti»

Sulla riforma elettorale Magorno, che si è definito figlio della Prima Repubblica, ha citato la tradizione proporzionale e i padri costituenti: De Gasperi, Nenni, Saragat, Moro e Berlinguer. Secondo lui la nuova legge è «un primo passo avanti» perché consente ai territori di essere in parte rappresentati. Ha però fissato un obiettivo: mai più deputati e senatori che non siano conosciuti nei territori che li eleggono.

Don Sturzo, regioni e province

Il riferimento ideale del partito è don Luigi Sturzo, «l’uomo che ha pensato alle autonomie prima di ogni altro», prima ancora che nascessero le regioni. Magorno ha espresso dubbi sul funzionamento delle regioni e sull’abolizione delle province. Si è chiesto se quella scelta abbia avuto davvero un impatto positivo o se abbia indebolito il tessuto dei territori. «Non credo che fosse questo lo spirito di autonomia a cui pensava don Sturzo».

Gaza, Ucraina, Iran e forze dell’ordine

Ampio spazio anche alla politica internazionale. Magorno si è schierato con i bambini, le donne e i giovani di Gaza e ha ribadito la formula dei due popoli, due Stati: Israele e Palestina, ciascuno con il proprio Stato libero. Ha condannato l’antisemitismo e rivendicato la cittadinanza onoraria conferita a Liliana Segre. Sull’Ucraina ha chiesto all’Europa di impegnarsi per fermare l’invasione di un Paese democratico. Ha espresso vicinanza anche alle donne e agli studenti iraniani che lottano per la libertà.

Sul fronte interno, Magorno ha condannato le violenze nelle piazze di Milano, Roma e Torino: «Quella non è disagio, è violenza». Ha chiesto di stare dalla parte delle forze dell’ordine «senza se e senza ma». Ha definito «vergognoso» il rogo dell’immagine della premier Giorgia Meloni avvenuto nei giorni scorsi a Roma: «Bruciare quell’immagine significa bruciare la democrazia». Avrebbe detto lo stesso, ha precisato, per chiunque altro rappresenti il Paese.

Donne, scuola e militanza

Nel finale il presidente ha parlato della sua storia personale. Ha ricordato una delle prime sindache d’Italia, calabrese, e sua madre, militante socialista: una «militanza periferica» che lo ha portato a diventare sindaco e poi parlamentare. Ha chiesto che le donne siano protagoniste nel nuovo partito. Ha indicato nella scuola pubblica e nella formazione «il vero ascensore sociale», anche per le aree di emarginazione.

La convention prosegue oggi con gli interventi del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e il panel di Cateno De Luca sul “sindaco sceriffo”. Si chiuderà il 29 ottobre con l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la presentazione del logo della lista.

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