Qualche giorno fa l’annuncio di un’intesa tra Provincia, Ordine degli Ingegneri e Costruttori Edili. Rao (Pd): «Niente di ufficiale, i Dipartimenti interessati all’iniziativa non ne sono al corrente. Perché “sparare” tale annuncio?»
Qualche giorno fa l’annuncio di un accordo tra Provincia, Ordine degli Ingegneri e Costruttori Edili per la formazione delle maestranze in merito ai lavori della Costruzione del Ponte sullo Stretto. Oggi le risposte concrete che arrivano però dal consigliere provinciale del Pd Pippo Rao, il quale ha attivato un’azione ispettiva per comprendere i termini dell’accordo e visionare eventuali atti amministrativi in merito. «Da tutto ciò – spiega l’ex assessore comunale ai Servizi Sociali -, si è scoperto che non esiste nulla di ufficiale. I Dipartimenti interessati da una iniziativa di tale genere non ne sanno nulla, l’Assessorato al Lavoro ed alla formazione zero assoluto».
Ma allora perché fare “sparare” tale annuncio? Rao commenta: «Forse perché si vuole alimentare la logica dell’aspettativa e del drammatico bisogno di lavoro che per molti giustifica l’opera? Forse perché iniziano le grandi manovre attorno alla “gestione” dell’opera? O forse più semplicemente perché alla Provincia di Messina si esercita la politica degli annunci che consente di catturare per qualche giorno visibilità sugli organi d’informazione per fare dimenticare all’opinione pubblica il vuoto di concrete azioni politico-amministrative che possano dare respiro all’asfittica economia sociale del nostro territorio. Ma gli “annunci” hanno le gambe corte. Aspetti così importanti meriterebbero di essere trattati con serietà, coinvolgendo magari tutte le forze sociali e rendendo soprattutto trasparente il percorso. In molti speriamo che l’opera non si faccia mai, convinti però che attorno all’operazione ponte ruoteranno molteplici interessi, di vario genere e di vario titolo, al di là della reale volontà di realizzazione dell’opera, anche in barba alla buona fede di chi ci crede e ci spera nel Ponte, e questo richiederà un’attenta vigilanza ed un rigido controllo, cominciando dagli annunci».
Secondo Rao «il terrore di un processo che inizi solo per avvantaggiare alcuni senza la possibilità che si concluda dovrebbe imporre anche a chi è a favore del ponte di mobilitarsi a tale proposito, perché la beffa sarebbe grande ed il danno non riparabile».
