L’aiuto milionario che il Superenalotto destina alla Sicilia

L’aiuto milionario che il Superenalotto destina alla Sicilia

L’aiuto milionario che il Superenalotto destina alla Sicilia

giovedì 20 Agosto 2009 - 15:19

Il giornalista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, attacca gli aiuti concessi da una legge del 1993

“Perché mai alla Sicilia (e solo alla Sicilia) va un ottavo di tutti gli incassi delle giocate al Superenalotto fatte nell’isola?” Con questo interrogativo Gian Antonio Stella, famoso autore dei libri “La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili” e “La deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio” entrambi scritti in collaborazione con Sergio Rizzo, inizia il proprio articolo pubblicato su Corriere.it (link: http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_20/superenalotto_stell_c7af1558-8d49-11de-ac5b-00144f02aabc.shtml). Quello che viene messo in discussione è l’articolo 6 della legge 599 del 1993 e il successivo decreto 11 del Giugno 2009 («Misure per la regolamentazione dei flussi fi¬nanziari connessi all’Enalotto»): questi prevedono che in Sicilia vada alla Regione il 12,25% in più delle somme giocate, rispetto alle altre regioni d’Italia. Una singolarità visto che come spiega il giornalista, “lo Stato incassa nel resto del territorio nazionale il 49,5% delle somme giocate agli sportelli Sisal di tutta Italia, tranne al di là dello Stretto dove questa sua percentuale scende a poco più del 37%”. Quello che viene definito “aiutino” viene rimpinguato dai soldi in aggiunta alla quota di diritto fis¬so (0,052 euro per ogni colonna giocata) e dall’aggio delle ricevitorie (8% della raccolta). Una somma importante visto che dalla Sicilia arriva il 6,8% della raccolta nazionale. Stella rincara la dose fornendo altri numeri interessanti: “eppure forse non tutti sanno che l’articolo 6 di quella legge del 1993, in realtà, non riguarda solo l’Enalotto ma tutte le riscossioni dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici riservati allo Stato a norma dell’articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496. Vale a dire che le pub¬bliche casse girano alla Regione, stando alle norme, un ottavo di tutti gli incassi siciliani di tutti i giochi di questo genere”.

Ma cosa comporta tutta questa serie di numeri e percentuali? All’atto pratico la differenza si fa sentire dato che da Gennaio ad ora i siciliani hanno giocato circa 143 milioni di euro comportando dunque una liquidità per la Regione Sicilia di 15,6 milioni di euro nei primi mesi del 2009 e 2,7 nel solo mese di Agosto.

L’articolo prosegue con una serie di motivazioni più o meno serie che possano giustificare questo favoritismo, arrivando ad ipotizzare un risarcimento per le campagne militari condotte da Garibaldi sul suolo siciliano. Ciò che mostra meno ironia sono i dati forniti sulla situazione dell’isola: “il tasso di disoccupazione è il doppio rispetto a quello nazionale, il 39,3% dei giovani sotto i 24 anni non riesce a trovare lavoro, il tasso di attività (51,2%) è il più basso d’Italia e le famiglie che secondo l’Istat sono ai limiti dell’indigenza sono qua¬si una su tre”.

Una polemica che si è subito infuocata,aizzando gli anti-meridionalisti del Nord, ma anche i presidenti delle altre regioni meridionali che non vedono di buon occhio questo trattamento privilegiato. Negli ultimi tempi si era fatta avanti l’idea che la famigerata “questione meridionale” fosse stata abbandonata per seguire il nuovo vento del Nord. Stella non la pensa così enumerando una serie di favori tutti con destinazione Trinacria: 140 milioni di euro per Catania e 180 milioni per Palermo destinati a ripianare i catastrofici bilanci comunali; la possibilità di trattenere le accise sui prodotti petroliferi che risulta essere momentaneamente sospesa ma che garantirebbe alla Sicilia introiti per 8 miliardi di euro l’anno; infine lo sblocco dei 4 miliardi di fondi Fas che non è stato però concesso alle altre regioni che lo richiedevano.

Gli interrogativi che si pongono sono molti, tanti si domanderanno che fine facciano questi miliardi di euro “privilegiati”, altri penseranno che di privilegiato non abbiano un bel niente, alcuni vedono una ricompensa da parte del centro-destra alla fedelissima Sicilia, molti vi leggono la possibilità di un nuovo attacco da parte di un fronte settentrionale sempre più pressante. Può un Paese cadere sempre nell’eterna lotta del Nord contro il Sud? La Sicilia è privilegiata? Se sì, sarebbe interessante capire perché.

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