«Bisogna cercare di fare il possibile per combattere il “fai da te” e cercare invece di diffondere una vera e propria “cultura” dell’allergia» afferma il dott. Roberto D’Anneo specialista allergolo e pneumologo intervistato per cercare di capire e saperne di più di una delle patologie più diffuse ma al tempo stesso più sottovalutate
Starnuti, naso chiuso, occhi lacrimanti e un generale senso di malessere che pervade tutto il corpo. È una grossa fetta della popolazione italiana, in continua crescita negli ultimi anni, quella che risulta affetta da patologie allergiche e che ben conosce gli effetti causati dai sintomi sopraelencati. A soffrirne, nel nostro paese, è una persona su cinque, in tutto il mondo si contano cifre da record, con circa 15 milioni fra uomini, donne e bambini costretti a fare i conti con la tanto odiata allergia.
«Sono tanti gli esperti che, considerati i livelli di diffusione di un problema che spesso viene sottovalutato ma che in realtà va considerata e curata alla stregua di qualsiasi altra malattia, parlano delle allergie in termini di “epidemia sociale”» afferma il dott. Roberto D’Anneo, dirigente medico dell’Ospedale Papardo, dove opera dal 1984, specialista in allergologia e immunologia clinica. «Troppo spesso in questi anni – ci spiega il dottore, contattato per cercare di conoscere meglio e capire come “affrontare” l’insidioso nemico – mi è capitato di prendere in cura pazienti che fino a quel momento non avevano mai adottato la giusta cura per affrontare il problema allergico, un problema – sottolinea D’Anneo – che non si può certo sperare di risolvere con la somministrazione dei più comuni farmaci da banco, su tutti gli antistaminici».
Diversi anzi i miti da sfatare sul “conto” delle allergie e soprattutto sui rimedi da adottare per cercare, nei limiti del possibile, di arginare il problema: non certo con il classico ma spesso poco indicato “fai da te”: «Il primo luogo comune che dobbiamo abolire – afferma D’Anneo – riguarda la convinzione che l’allergia sia dovuta ad un deficit del sistema immunitario, tutt’altro. La patologia allergica è legata essenzialmente alla produzione in eccesso, da parte del nostro organismo, di una famiglia di anticorpi chiamati “IgE” che tendono a reagire non solo a batteri o altri elementi effettivamente dannosi per il corpo, ma anche ad organismi naturali, come pollini o altre sostanze presenti nell’aria».
Una sorta di eccesso di difesa dunque da parte del nostro corpo che classifica come “nemiche” sostanze che in realtà non lo sono. Interessante però capire chi e perché, più facilmente, può essere affetto da tale patologia: domanda che rivolgiamo al dott. D’Anneo: «Ci sono dei soggetti sicuramente più esposti: questo perché vi è una sorta di predisposizione a diventare allergici che si trasmette per via ereditaria e che può manifestarsi o nei primi giorni di vita sia o nel corso degli anni. Ecco dunque perché, chi avverte sintomi che possano far pensare ad una problematica allergica, deve rivolgersi immediatamente ad uno specialista: il passaggio da una rinite allergica ad un’asma brochiale può essere molto breve se non affrontato subito con la giusta cura».
Dietro un semplice starnuto, soffiata di naso o occhi lacrimanti si nasconde dunque un malessere determinato da cause ben precise: «Inutile nascondere – afferma D’Anneo – che il periodo più “favorevole” alla svilupparsi di sintomatologie allergiche sia quello primaverile, in particolare il mese di maggio, perché maggiori sono i tipi di organismi, naturali e non, presenti nell’aria. Al tempo stesso però chi è geneticamente predisposto può soffrirne anche d’inverno, pensiamo ad esempio agli acari della polvere. Non va inoltre dimenticato – sottolinea ancora lo specialista – che alcune piante come ad esempio la parietaria, volgarmente detta “erba da muro”, che prima cresceva solo in primavera, è invece diventata una pianta perenne, motivo in più per capire come le allergie siano sempre meno patologie tipicamente primaverili».
In tanti nelle ultime settimane avranno poi notato lo “svolazzare” nell’aria di un pulviscolo soffice e bianco, piovuto sulle nostre teste in qualsiasi parte della città: “approfittiamo” naturalmente dell’occasione per chiedere al dott. D’Anneo di soddisfare anche questa piccola “curiosità”: «Si tratta di organismi facenti parte della famiglie delle fagacee che, soprattutto in concomitanza alle giornata di scirocco, riempiono i cielo di Messina. Anch’essi alla stregua di altre sostanze possono creare disturbi a soggetti allergici». Piccoli ma necessari accorgimenti, dunque, quelli da adottare per fronteggiare le conseguenze legate al verificarsi di una patologia allergica, che tuttavia si fatica ancora a prendere in considerazione: «È tempo di mettere da parte il “fai da te” e diffondere una specifica “cultura” delle allergie che permetta di affrontare nel modo più corretto un’eventuale situazione di pericolo: fondamentale a tal proposito, a seguito dei dovuti esami, la prescrizioni di vaccini, molti dei quali di “ultima generazione”, di tipo sublinguale e non sottocutaneo» conclude D’Anneo.
Di seguito un “decalogo” contenente le dieci regole da seguire per tenere a bada i disturbi causati dalla malattia:
1)Evitare al massimo il contatto con l’allergene
2)Durante il periodo di fioritura e nelle giornate soleggiate occorre ridurre al massimo l’esposizione ad ambienti aperti
3)Evitare di parcheggiare l’auto sotto gli alberi o vicino prati e giardini
4)Evitare di aprire le finestre nelle ore diurne
5)Se si va in bicicletta o in motorino utilizzare una mascherina che copra naso e bocca
6)Accertarsi che la propria auto sia dotata di filtri antipolline e ricordarsi di pulirli regolarmente
7)Considerare che le piante hanno una fioritura diversa e l’impollinazione cambia a seconda delle varie regioni d’Italia, di conseguenza evitare di farsi trovare impreparati all’allergie e consultare un bollettino dei pollini
8)Tenere presente che ad un’altitudine superiore ai 500 metri l‘impollinazione ritarda circa 30 giorni
9)Alcuni alimenti, in particolar modo vegetali possono indurre reazioni allergiche simili a quelle dei pollini, perché responsabili di allergie crociate
10)Oltre alle misure igieniche preventive ricordarsi di assumere, sotto controllo medico, farmaci
preventivi quali antistaminici e antinfiammatori steroidei locali
Per ulteriori chiarimenti e/o informazione sarà possibile contattare il dott D’Anneo al seguente indirizzo mail: robertodanneo@virgilio.it
