Aperture domenicali. Il segretario della Uiltucs Gullotti: -Vanno rispettati i diritti dei lavoratori-

Aperture domenicali. Il segretario della Uiltucs Gullotti: -Vanno rispettati i diritti dei lavoratori-

Aperture domenicali. Il segretario della Uiltucs Gullotti: -Vanno rispettati i diritti dei lavoratori-

giovedì 23 Settembre 2010 - 10:06

Il rappresentante sindacale precisa: -Non siamo contari per preconetto ma dalle nostre parti non vanno bene-

“Non siamo contrari alle aperture domenicali in quanto tali ma pretendiamo che vengano garantiti i diritti di tutti i lavoratori. E a quanto pare le due cose, almeno alle nostre latitudini, risultano incompatibili.” Esordisce così il segretario provinciale della Uiltucs Eliseo Gullotti che, alla vigilia della nuova seduta di approvazione del disegno di legge regionale per la disciplina degli orari degli esercizi commerciali torna a parlare di aperture domenicali.

“La Uiltucs anche a livello regionale – precisa Gullotti – non si è mai detta pregiudizialmente contraria ad un numero congruo di aperture domenicali che tenesse conto di elementi di produttività ed economicità, sempre ovviamente nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Non possiamo però esimerci dal fare delle valutazioni obiettive sottolineando che a nostro avviso, così come sostenuto dalla Segretaria Regionale UIL responsabile del settore commercio, Marianna Flauto, sostenere il commercio non significa aprire di più, specie in una realtà in cui gli stessi dati di Confcommercio ci parlano di un volume d’affari costante che invece che sui sei giorni si diluisce su sette senza alcun aumento delle vendite, specie in una realtà dove il lavoro rappresenta ancora una grossa fetta. Una realtà in cui la domenica diviene per i dipendenti del settore solo un giorno di lavoro in più senza diritto a compensazione aggiuntiva”.

“Le aperture domenicali senza regole, 52 domeniche all’anno – precisa Gullotti – non fanno bene a nessuno. Non fanno bene ai lavoratori che nella quasi totalità dei casi vedono negati i loro diritti e non fanno bene ai commercianti che nella stragrande maggioranza dei casi decidono per la non apertura. Basta fare un salto in centro la domenica pomeriggio per verificare come le uniche saracinesche alzate sono quelle delle grosse catene, in grado di sostenere gli eventuali costi aggiuntivi. Ecco perché si pone la necessità di riformare la normativa, ed in questo il disegno di legge in fase di approvazione all’ARS, con le 20 domeniche lavorative previste ci viene incontro. Ecco perché se si vogliono tenere i negozi aperti anche la domenica, in particolare nel Comune di Messina, bisogna vigilare sul rispetto dell’ordinanza sindacale che prevede la comunicazione del piano di lavoro relativo al personale e degli strumenti atti a garantire ai lavoratori ogni diritto e spettanza.”

“Comprendiamo che alcuni grossi centri commerciali vedono il loro fatturato aumentare considerevolmente nel week-end – conclude Gullotti – ma non possiamo prescindere dai diritti dei lavoratori, anello debole della catena, e dalle esigenze dei piccoli commercianti, che pure vanno tutelati e garantiti.”

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