Una barca per un sogno

Una barca per un sogno

Redazione

Una barca per un sogno

venerdì 11 Luglio 2008 - 12:28

L'associazione -L'aquilone- ha inventato la -mareterapia-

Solidarietà e amore per il mare. Da questi ingredienti nasce l’associazione di volontariato -L’Aquilone- di Messina. Due anni fa Rosario Lo Faro e un gruppo di amici, appassionati di pesca e professionisti del mare, decidono di acquisire una barca dismessa, la S. Giuseppe II (nella foto), e la trasformano in un laboratorio di -mareterapia-.

In collaborazione con il centro diurno -Camelot- del Mandalari, di cui è responsabile il dottor Matteo Allone, l’associazione ha messo in atto l’anno scorso un progetto di esperienza marinara per i disabili psichici ospiti del centro. Accompagnati dallo staff del centro, le persone sono state coinvolte in alcune uscite in mare con pesca. I risultati del progetto sono stati registrati dai medici, che hanno evidenziato come il contatto con il mare, con la cultura della pesca e la conoscenza delle arti marinare, insomma con gli aspetti culturali del mare, incuriosiscono i pazienti e li inducono a stringere un rapporto più intenso con l’elemento naturale acqua. Sulla barca, lasciata la terraferma, i soggetti diventano più responsabili delle proprie azioni, le capacità umane vengono rafforzate.

L’intenzione dell’associazione è di ripetere il progetto anche quest’anno, nei mesi di agosto e settembre, aprendo l’esperienza anche ai diversamente abili impossibilitati a deambulare, grazie alle modifiche specifiche apportate alla barca. Si tratta, anche in questo caso, di un progetto laboratorio, nella speranza che un aiuto istituzionale o privato possa dare alle attività una certa continuità.

L’associazione si è impegnata anche in altri ambiti, tra cui l’arte. Il progetto -Solidarte-, realizzato appena il mese scorso nel parco del Mandalari, ha visto la collaborazione di associazioni ed enti (la Regione ha partecipato con un piccolo contributo) allo svolgimento di una estemporanea di arte nel sociale. In quell’occasione gli studenti dell’istituto d’arte -Basile- e i professori hanno operato insieme ai disabili, che hanno dimostrato grande voglia di esprimersi attraverso colori e forme. La speranza è che sia stata solo la prima di moltissime edizioni.

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