Legambiente Messina, ieri pomeriggio, ha consegnato le calze simboliche nel corso della ventesima edizione della “Befana degli Amministratori”
«Era il 1995 quando a Messina scattò l’operazione “Calze pulite” nella quale rimase coinvolta la Befana degli amministratori». Tra il serio e l’ironico, il riferimento è al caso riguardante un noto architetto che, non avendo gradito l’accostamento del proprio nome al goliardico premio della calza di carbone e al titolo di Cattivo dell’anno, decise di procedere a una querela per diffamazione a mezzo stampa.
Uno dei ricordi forse meno piacevoli, certo, ma l’associazione Legambiente Messina, nel celebrare ieri il ventesimo anniversario della “Befana degli Amministratori”, non poteva non farne menzione. E così, dopo aver passato in rassegna alcune delle oltre duecento motivazioni (!) che hanno portato l’associazione a distribuire calze di carbone e caramelle a vari personaggi pubblici nel corso degli ultimi quattro lustri, un premio speciale è andato anche al dott. Nino Calarco, direttore della Gazzetta del Sud e presidente onorario della società Stretto di Messina: «Il primo personaggio pubblico che ebbe il coraggio di accettare la non ancora ambita calza di carbone nel lontano 1993», hanno ricordato Santina Fuschi e Daniele Ialacqua, rispettivamente presidente ed ex presidente di Legambiente, «ottenuta perché si era permesso di mantenere la promessa data, ovvero di consegnare il “progetto” di massima del Ponte sullo Stretto entro la prevista data del 1992». La motivazione del premio speciale, che Calarco ha accettato col sorriso, sta dunque nell’aver dato il via a una tematica, quella del Ponte, che si è rivelata come la più premiata in questi vent’anni dalla Befana degli Amministratori.
Quanto ai premi più strettamente legati all’anno appena trascorso, spicca la consueta classifica tra “buoni” e “cattivi”. Una calza di carbone “alla carriera” è stata assegnata ad Antonio Ruggeri, commissario liquidatore dell’ATO rifiuti, che, pur prendendo il premio con il sorriso, ha voluto sottolineare l’impegno profuso nel campo della raccolta differenziata e le difficoltà che impediscono di raggiungere i risultati che tutti auspicano. Identico premio per Antonino Dalmazio, ex presidente di Messinambiente.
Calza verde con carbone, ancora, per Elvira Amata, assessore comunale all’ambiente, della quale è stata apprezzata la scelta di non addobbare le piazze cittadine con alberi di Natale veri, ma da cui ci si aspettava di più per quanto riguarda la cura del verde. La calza di carbone 2011, tuttavia, è stata assegnata ai Trivellatori dello Stretto: i più cattivi, secondo la Befana degli Amministratori, sono loro, e i rappresentanti del comitato Capo Peloro, presenti alla premiazione, sono stati invitati a recapitare la calza ai vincitori della categoria. Fra i grandi assenti, invece, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, l’assessore comunale Pippo Isgrò e il deputato nazionale Domenico Scilipoti.
Quanto ai buoni, dopo il premio a Davide (e, simbolicamente, a tutti i giovani) giustificato dalla «voglia di impegnarsi per un ambiente più pulito ed una città più vivibile», e alle scuole elementare di Salice e Donato di Paradiso per «le iniziative volte alla pulizia del territorio e l’incremento del verde urbano», una calza di caramelle è stata consegnata a Don Terenzio Pastore, giovane parroco di Provinciale che si è contraddistinto nella lotta al pizzo con seminari e iniziative (l’ultima in ordine di tempo lo scorso dicembre, quando, assieme ad alcune associazioni, ha promosso una passeggiata sul viale San Martino visitando i commercianti e sensibilizzandoli alla lotta anti-racket). Identico premio per Enrico Di Giacomo, giornalista e fotoreporter freelance, che «con foto, news ed articoli si batte quotidianamente per una società più giusta», e per Giuseppe Cacciola, referente INFEA, e Antonella Donato, dirigente del C.S.A., impegnati nel progetto di riduzione dei rifiuti. Ma il titolo di Buono 2011 è andato all’ing. Capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, in grado di stupefare la Befana degli Amministratori «nel vedere un dipendente dello Stato incaponirsi così tanto nel tutelare gli interessi dei cittadini e del territorio», oltreché « per la mole di progetti ed interventi messi in campo dal Genio Civile per il risanamento del devastato territorio di Giampilieri, Molino, Altolia e dei vari villaggi sud di Messina».
E adesso che anche la Befana ha compiuto il suo dovere, possiamo salutare queste festività: nell’auspicio che, l’anno prossimo, possa sentirsi autorizzata a portare più caramelle e meno calze di carbone.
Enrico Anastasi
