La Rete di ecologia sociale-Verdi propone di investire il -tesoretto- energetico in modo intelligente
Arriva luglio, e porterà un rincaro dell’8% sulle bollette della luce. Lo ha annunciato Giuseppe Restifo, portavoce della Rete di ecologia sociale-Verdi. In una nota l’esponente politico ha lanciato una proposta: «Cosa può fare il Comune su questo fronte caldo? Sulle bollette Enel pesa anche l’addizionale comunale per una quota che si aggira sul tre e mezzo per cento, il cui importo ovviamente cresce con l’aumento proporzionale delle stesse bollette.
Dalla tassa addizionale comunale si salvano solo le forniture con potenza impegnata fino a 1,5 kW: se si consuma fino a 150 kWh/mese, le imposte non vengono applicate. Occorrerebbe quindi una campagna d’informazione indirizzata alla fascia della popolazione dai consumi energetici particolarmente -poveri-. In realtà la grande maggioranza delle utenze domestiche impegna una potenza di 3 kW e consuma oltre 150 chilovattora al mese, quindi si ritrova l’addizione del 3,5% sulla bolletta, che si devolve automaticamente al Comune. Questo cosa ne fa?
Secondo la Rete di ecologia sociale-Verdi – che segue su questo terreno anche le indicazioni del Movimento consumatori – diverse potrebbero essere le utilizzazioni dei proventi di questa tassa comunale: una restituzione parziale alle famiglie più disagiate, una campagna d’informazione per il risparmio energetico, un contributo a fondo perduto per chi si dota di impianti produttori di elettricità. I soldi prelevati dalle bollette della luce servirebbero così a frenare il costo della vita per le famiglie, le aiuterebbero a consumare meno elettricità (ad es. sostituendo le lampadine di casa con altrettante lampadine a risparmio d’energia), le stimolerebbero a impiantare pannelli fotovoltaici, la cui resa è diluita nel tempo ma il cui sovrappiù produttivo potrebbe essere reimmesso nella rete elettrica.
