Il presidente dell'Associazione Matrimonialisti Italiani Ettore Gassani propone di eliminare la fase di separazione, precedente all'ottenimento della richiesta di divorzio, per cercare di snellire le procedure
I cittadini messinesi, ex sposi, sembrano essere quelli meno disposti a trovare un accordo per poter chiudere al più presto la causa di separazione e di successivo divorzio. Nella città dello Stretto una causa può arrivare a durare fino a 12 anni, (a precederci Milano con 8 anni) con tutte le conseguenze che ciò comporta, non solo in termini economici e sociali, ma anche giudiziari.
Da qui la proposta avanzata dal presidente dell’Associazione Matrimonialisti Italiani, Gina Ettore Gassani, come riporta AdnoKronos, di abolire la fase di separazione (in Europa esiste oltre che in Italia solo in Polonia, Malta ed Irlanda del Nord) in virtu’ della quale, per l’ottenimento della sentenza di divorzio, si generano tempi sempre biblici in caso di mancato accordo tra i coniugi e di procedimenti conflittuali.
Per il giurista, infatti, la riforma del diritto di famiglia nelle procedure di separazione e di divorzio «non puo’ prescindere dalla uniformita’ delle prasi applicative perche’ da Trieste a Trapani ci sia una unica determinazione di tempi e modalita’ di decisioni in materia, ad esempio, di affidamento condiviso, assegni di mantenimento, assegnazione della casa coniugale, ascolto dei minori. Come e’ possibile che, a parita’ di condizioni – cotinua Gassani – che un operaio di Milano debba versare 600 euro di mantenimento ed a Palermo 430? Senza linee condivise ed uniformemente adottate le 166 prassi oggi esistenti in Italia resteranno un grosso problema per gli avvocati ed un insormontabile ostacolo nell’applicazione del sacrosanto principio della certezza del diritto».
L’Ami chiede l’istituzione del Tribunale della famiglia nelle aree metropolitane a cui abbiamo accesso magistratura ed avvocatura altamente specializzate e che stronchi la logica della polverizzazione dei Tribunali figlia delle esigenze campanilistiche di questa o quella piccola comunita’.
