Santina Miraglia, presidente dell'Associazione “Beautiful Mind-, spiega perché è necessario aiutare i disabili psichici e le loro famiglie
“Ho un fratello ed una cognata affetti da patologie psichiche e so bene quanto le famiglie di questi pazienti patiscano perla mancanza di punti di riferimento-.
Comincia così l’intervista a Santina Miraglia, fondatrice e presidente dell’Associazione “Beautuful mind-.
“Ho deciso di battermi per una causa dimenticata dai più confrontandomi anche con la politica. Nell’ultima tornata elettorale mi sono, infatti, candidata al consiglio comunale nella lista Autonomisti dell’Mpa; mi sono messa in gioco non per ambizione personale ma perché ho capito che la politica deve essere intesa come servizio alla cittadinanza e deve essere fatta con slancio, partecipazione e passione.
Con lo stesso spirito a gennaio di quest’anno ho dato vita alla Beautiful Mind onlus, che ha lo scopo di aiutare i soggetti portatori di handicap psichici e dei loro familiari.
Questi ultime, in particolare, vengono lasciate troppo spesso al loro destino; sono a favore della chiusura dei manicomi, ma resta il fatto che noi siamo spesso costretti a richiedere per i nostri cari il trattamento sanitario obbligatorio. Un iter penoso sia per chi lo richiede sia per chi lo subisce. I primi sanno che è necessario, in determinati periodi, intervenire con cure specifiche e, per conseguire tale risultato su pazienti poco collaborativi, hanno bisogno di chiedere l’intervento di due medici, dei carabinieri e dei vigili urbani, ma poi spesso tutto ciò si tramuta in un ricovero di appena un paio di giorni. I secondi, invece, sono costretti a vivere con turbamento la forzatura che viene effettuata nei confronti della loro persona.
E poi ci sono i casi limite, quelli in cui i malati psichici non possono essere seguiti dai familiari, o perché lavorano o perché non ci sono più.
Ecco, la “Beatuful Mind- nasce proprio con l’obiettivo specifico di realizzare un centro di accoglienza per questo tipo d disabili; un posto in cui, una volta avuta la cura, questi soggetti possano tornare a sentirsi “persone-. Persone in grado di socializzare con gli altri, di dedicarsi ad una attività ludica o lavorativa, in una parola in grado di “vivere-.
Un centro cui affidare i propri cari con serenità in alcune ore della giornata.
Avrei già identificato una struttura che potrebbe ospitare un siffatto centro, ovvero quell’asilo di Camaro che, realizzato una trentina di anni fa, non è stato mai inaugurato. Si tratta di un edificio in stato di abbandono che però, una volta ristrutturato, potrebbe fare al caso nostro. Per questo ho promosso una raccolta di firme che spero di potere presentare presto al Prefetto.
E se non sarà possibile realizzare questo centro a Camaro non importa, troveremo un altro sito!
D’altra parte tale proposta ha anche un impatto sul livello occupazionale della città: sono tante, infatti, le persone che, correttamente formate, potrebbero (anche sotto forma di cooperativa) occuparsi della gestione della struttura.
Vorrei concludere con una frase di John Kennedy: Non domandiamoci sempre cosa fa il nostro Paese per noi, ogni tanto domandiamoci cosa facciamo noi per il nostro Paese-.
Chi volesse contattare Santina Miraglia per aiuti od informazioni può farlo contattando il numero 3407118973 o scrivendo all’indirizzo email santotom@tiscali.it, oppure può contattare la nostra redazione al numero 090/2004011.
