Il 2 gennaio 2010, rappresenta un giorno speciale per gli tutti gli appassionati sportivi, e non solo, il 50mo anniversario della scomparsa del Campionissimo Fausto Coppi, il -grande airone non vola piu-, titolava un giornale dell’epoca.
Per l’occasione, e’ prevista una grande partecipazione di pubblico alle iniziative organizzate per rendere omaggio all’indimenticato campione.
Come tradizione, si inizia a Castellania, paese natale del grande Airone, con la consueta Messa in suffragio al mattino.
Nel pomeriggio le celebrazioni si spostano prima a Tortona, dove presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona viene presentato il volume a cura di Gianni Rossi -Fausto Coppi, gli anni, le strade-, e poi a Novi Ligure.
Il mito Fausto Coppi nasce il 15 settembre 1919, figlio di Domenico e Angiolina. Disputa la sua prima gara nel luglio del ’37 alla Boffalora, ma e’ nell’estate del ’38 che centra la sua prima vittoria. Nel ’39 partecipa come indipendente ad una corsa a Pavia; l’anno successivo passa professionista come gregario della Legnano di Gino Bartali.
Al suo esordio al Giro d’Italia sbaraglia, tra la sorpresa generale, il campo nella tappa Firenze – Modena: una incredibile fuga iniziata sull’Abetone sotto il diluvio e conclusa trionfalmente conquistando la Maglia Rosa che difendera’ sino al termine. E’ nata una stella. Due anni dopo al velodromo Vigorelli di Milano stabilisce il nuovo record dell’ora.
Ma e’ la guerra a tarpare le ali al giovane campione. Spedito in Africa con la fanteria e’ fatto prigioniero dagli inglesi. Proprio al seguito delle truppe britanniche, con funzioni di attendente di un capitano, rientra in Italia nel ’45 correndo alcune gare per la S.S. Lazio. Nel 1946 nasce il binomio che diverra’ leggenda: Fausto Coppi si accasa alla Bianchi.Impossibil non ricordarsi di un grande campione che ha dato tanto orgoglio al ciclismo italiano.
.
