Le richieste sono l'aumento dal 12 al 16% del succo d'arancia nell'aranciata e l'etichetta di indicazione dell'origine del succo.
“Vogliamo ridare competitività alle aziende agrumicole. Oggi per una spremuta di arancia al produttore vanno solo 3 centesimi, – affermano il presidente e il direttore della Coldiretti Messina, Giuseppe Piccolo e Pietro Bozzo – bisogna modificare la legge che stabilisce che nell’aranciata sia presente solo il 12% di succo vero. Una percentuale irrisoria che va incrementata per ridare dignità al comparto siciliano dove si producono 20 milioni di quintali di agrumi che ricoprono quasi il 50% della produzione agrumicola nazionale”. La Coldiretti Sicilia, nella critica congiuntura economica, sostiene le aziende agrumicole e i consumatori, evidenziando i più alti costi di produzione che poi gravano sugli utenti finali. Su questi punti si incentrano le principali due richieste della petizione popolare, che chiede la modifica della legge 286/1961 per vincolare tutti i produttori all’aumento della percentuale minima di succo d’arancia nelle aranciate dal 12% attuale ad almeno il 16%, e l’emanazione dei Decreti di attuazione della legge 3 febbraio 2011 n.4 sull’obbligo in etichetta dell’indicazione dell’origine del succo utilizzato nelle aranciate e nei succhi di frutta per garantire la sicurezza dei consumatori e la competitività del Made in Italy.
“Aumentare la percentuale di succo nelle aranciate – sostiene la Coldiretti Sicilia – immetterebbe sul mercato 250.000 quintali di arance per ogni punto percentuale di succo in più, il prodotto annuo di oltre 1.000 ettari di agrumeto”. La Coldiretti Messina quindi dà il via alla raccolta firme per la petizione in Piazza del Popolo sabato 26 marzo e a Piazza Duomo domenica 27 marzo, sensibilizzando e facendo gustare alla cittadinanza le spremute d’arancia al 100% siciliane. (FOTO STURIALE)
