Conoscere per aiutare: quanti sono i migranti che vivono in Italia?

Conoscere per aiutare: quanti sono i migranti che vivono in Italia?

Redazione

Conoscere per aiutare: quanti sono i migranti che vivono in Italia?

venerdì 04 Aprile 2008 - 13:14

Presentato stamattina il XVII Dossier statistico sull'Immigrazione Caritas/Migrantes

Si sa poco e si giudica molto. Le opinioni dominanti e persino le politiche sull’Immigrazione spesso non si basano su una conoscenza approfondita del fenomeno, ma su preconcetti e paure. Per questo la Fondazione Migrantes e la Caritas nazionale ogni anno da 17 anni producono il Dossier statistico che fotografa la situazione dei flussi di persone in ingresso e la condizione dei non cittadini che vivono nel nostro Paese.

I dati del Dossier sono stati presentati stamattina da Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes e monsignor Nino Caminiti, direttore della Caritas di Messina. Gli stranieri residenti in Italia sono più di 3 milioni e mezzo, stanziati soprattutto nel Nord, oltre che nelle grandi città. In Sicilia le città più popolate da immigrati sono rispettivamente Palermo, Catania e Messina. Nella nostra città vivono, secondo le ultime stime, risalenti al 31 Dicembre 2006, circa 18000 stranieri. I motivi del soggiorno sono quasi esclusivamente il lavoro e il ricongiungimento con la famiglia. Di queste persone, sempre a Messina, il 54% è di sesso femminile, e quasi 3000 sono minori. Quest’ultimo dato andrebbe letto soprattutto dalla prospettiva delle politiche della scuola e più in generale di inclusione. A questo proposito il Dossier lamenta l’arretratezza della legislazione di settore (e più di un intervenuto stamattina ha rilevato la mancanza in sala di rappresentanti della politica e del mondo dell’istruzione).

Interessanti anche i numeri sui Paesi di provenienza degli immigrati. In Italia la maggior parte di essi arrivano dalla Romania, seguita da Marocco, Albania, Ucraina e Cina. In Sicilia gli africani sono i più numerosi, nonostante il loro numero vada diminuendo, mentre cresce il numero di europei e asiatici. La distribuzione di queste persone segue la dislocazione dei distretti produttivi: le province ad alto tasso agricolo, come ragusano e trapanese, richiamano molti tunisini, mentre i cingalesi, impegnati soprattutto come collaboratori domestici, risiedono quasi esclusivamente nelle grandi città. In ascesa anche il numero di albanesi, soprattutto a Ragusa e a Messina.

Alla luce dei dati statistici del Dossier, il fenomeno degli sbarchi di clandestini, che interessa soprattutto la Sicilia, spesso enfatizzato dalla stampa, assume dei contorni precisi: nel 2006 sono sbarcati in Sicilia 21.400 persone (il 4,5% in meno rispetto al 2005), in 477 momenti diversi. Confrontato con il numero totale di stranieri presenti in Sicilia, l’incidenza di queste persone è limitata. Spesso i migranti che arrivano in Italia per questa via fuggono da Paesi in guerra, come la Nigeria, L’Etiopia e il Sudan, oppure dalla povertà.

Presente all’incontro l’arcivescovo Calogero La Piana, che ha sottolineato il valore della conoscenza del fenomeno al fine di studiare in modi migliori per aiutare la persone che provengono da altri Paesi, ma sono ugualmente nostri fratelli. Il prefetto Francesco Alecci ha sottolineato, a sua volta, che la repulsione, o il disinteresse rispetto alla questione dei migranti, nascono dalla scarsa conoscenza del fenomeno, che porta a considerare queste persone come degli oggetti che ci servono per svolgere alcune attività, oppure a rigettare le responsabilità sulle politiche a loro favore con la frettolosa motivazione della mancanza di risorse.

Dai numeri sono scaturite le riflessioni dei partecipanti al dibattito, il presidente del Coordinamento europeo per il Diritto degli Stranieri Germano Garatto, la professoressa Concetta Sirna, dell’Università di Messina, l’assistente sociale Bertha Bayon e il direttore dell’Ufficio nazionale per gli Immigrati e i Profughi della Fondazione Migrantes Gianromano Gnesotto. Il dibattito è stato moderato dal giornalista della “Sicilia- e direttore del nostro quotidiano, Nino Arena.

(nella foto di Dino Sturiale da sx Gianromano Gnesotto, Concetta Sirna, Nino Arena, Bertha Bayon e Germano Garatto)

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