Crisi Triscele, il Circolo “Quo Usque Tandem” si schiera con i Faranda

Crisi Triscele, il Circolo “Quo Usque Tandem” si schiera con i Faranda

Crisi Triscele, il Circolo “Quo Usque Tandem” si schiera con i Faranda

mercoledì 06 Aprile 2011 - 00:33

Il presidente Piero Adamo: «Profitto ma anche amore per la città. Con il loro ritorno nel 2007 hanno dimostrato di avere queste caratteristiche. Fiduciosi per le dichiarate volontà di rilancio dell’azienda. Anche la politica faccia la propria parte»

La comunità militante del Circolo della Giovane Italia “Quo Usque Tandem” è voluta intervenire per porsi al fianco della famiglia Faranda, proprietaria della Triscele, società produttrice di birra alla ricerca di soluzioni per uscire dalla crisi in cui è piombata.

L’azienda, con grande spirito, ha accettato la sfida di non far morire la tradizione della Birra Messina e salvaguardare i posti di lavoro. Dopo la smobilitazione della Heineken infatti, lo stabilimento industriale di via Bonino ha avuto un futuro solo grazie al coraggio ed all’intraprendenza della Famiglia Faranda ed oggi, solo lo stesso coraggio e la stessa intraprendenza possono consentire di superare il momento di difficoltà. Nel 2007 il Circolo si unì alle proteste della Città contro l’ennesima chiusura di un’attività imprenditoriale in riva allo Stretto per effetto, ancora una volta, dell’imperante “globalizzazione”.

Oggi, lo stesso Circolo, auspica che le Istituzioni locali e regionali facciano la propria parte fino in fondo, in primis agevolando, come programmato dalla proprietà, la delocalizzazione del sito produttivo di via Bonino e creando altresì i presupposti per la prosecuzione dell’attività industriale ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Riguardo alle voci di un imminente nuova speculazione edilizia, ricordiamo che nel 2007, l’allora consigliere comunale Francesco Rizzo, espressione del Circolo, presentò sul punto un interrogazione al sindaco Genovese per conoscere eventuali ipotesi di modifica della destinazione d’uso dei terreni.

«Riteniamo che sia possibile riqualificare e riconvertire un’area della città, obiettivamente ormai non più periferica, ricavandone un profitto senza per questo perpetrare lo scempio edilizio a cui abbiamo assistito in altre zone della Città – commenta il presidente del Quo Usque Tandem, Piero Adamo -. E’ la politica, il consiglio comunale in primis, a dovere bilanciare la ricerca del profitto con le indebite ed inaccettabili speculazioni. Messina ha grande bisogno di investimenti, ma ancora di più di imprenditori locali capaci di conciliare il profitto con l’amore verso questa città. I Faranda con il loro ritorno nel 2007 hanno dimostrato di avere queste caratteristiche, ecco perché il Circolo è fiducioso nelle dichiarate volontà di rilancio dell’Azienda ed è al fianco della famiglia di imprenditori messinesi». (ER)

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