Difficoltà economiche per il Centro Donna Antiviolenza onlus: il presidente Currò chiede aiuto alla cittadinanza

Difficoltà economiche per il Centro Donna Antiviolenza onlus: il presidente Currò chiede aiuto alla cittadinanza

Difficoltà economiche per il Centro Donna Antiviolenza onlus: il presidente Currò chiede aiuto alla cittadinanza

lunedì 22 Novembre 2010 - 12:18

«Ci troviamo a vivere un drammatico paradosso: le donne si rivolgono a noi per un aiuto, ma noi non sappiamo più come pagare l’affitto e le bollette del telefono». Avviata una sottoscrizione libera, con richiesta di contributi economici

Il Cedav- onlus vive un momento nero sotto il profilo economico. A renderlo noto è il presidente del Centro Donna Antiviolenza , l’avvocato Carmen Currò, che ha deciso di lanciare un accorato appello, attraverso una lettera aperta, alla cittadinanza . Nel documento c’ è il bilancio di 22 anni di attività del Cedav, da sempre a fianco di donne maltrattate e calpestate nella loro dignità e nei loro diritti. La Currò si rivolge «direttamente alla cittadinanza tutta, alle donne specialmente, alle istituzioni, alle forze economiche e imprenditoriali, agli organi di stampa» e comunica di avere avviato una sottoscrizione libera, con richiesta di contributi economici da versare sul conto corrente SANPAOLO 739 FILIALE DI MESSINA- VIA LUCIANO MANARA,8/16- IBAN IT 85 Q030 6916 500100000003396 . Per qualsiasi chiarimento, i cittadini che vogliono sostenere il Cedav potranno contattare l’associazione al numero di cellulare 345 2630913.

Di seguito, il testo integrale della lettera firmata dalla Currò, che si ritrova, oggi, a dover chiedere aiuto dopo averne tanto dato in questi anni insieme a tutte le volontarie del Centro Donna Antiviolenza.

« Poche righe per ricordare che, dal 1989, il Cedav-onlus (Centro Donna Antiviolenza) offre un servizio di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza della città di Messina e non solo.

La nostra storia è sempre stata all’insegna del desiderio di poter offrire il meglio, con le forze e le risorse disponibili. Dopo ampie discussioni, in cui abbiamo ragionato sulla nostra situazione attuale ed il nostro incerto futuro, noi socie del Cedav-onlus abbiamo deciso che era doveroso rendere parte la città dei problemi ormai assillanti che siamo costrette ad affrontare giorno dopo giorno.

Con alti e bassi, negli anni, siamo riuscite ad avere una qualche collaborazione, ora col Comune di Messina, ora la Provincia Regionale, e specialmente con la Regione Sicilia e il Dipartimento dei Diritti e delle Pari Opportunita’, grazie all’approvazione di alcuni progetti in cui siamo stati partner insieme e ciò ci ha permesso di operare sfruttando al meglio le risorse umane e continuando ad avere quelle condizioni generali (sede e telefono) senza le quali non avremmo potuto fare nessun tipo d’intervento.

Con gli anni l’associazione è cresciuta nella stima della cittadinanza e considerazione dei referenti pubblici, oltre che privati, in specie delle donne, tanto da ricevere regolarmente segnalazioni di casi di violenza sia dai servizi sociali, dai servizi socio-sanitari, dalle agenzie scolastiche e formative che dalle forze dell’ordine.

Oggi ci troviamo a vivere un drammatico paradosso: le donne si rivolgono a noi per un aiuto, molte anche grazie alla campagna pubblicitaria del n° verde nazionale 15 22, con il quale siamo collegate; le forze dell’ordine sono sempre più sensibilizzate sulla nostra competenza in caso di maltrattamento e violenza sulle donne, ma noi NON SAPPIAMO PIU’ COME PAGARE L’AFFITTO E LE BOLLETTE DEL TELEFONO. Naturalmente, le prestazioni delle operatrici sono a titolo gratuito.

Per questi motivi abbiamo deciso di parlare direttamente alla cittadinanza tutta, alle donne specialmente, alle istituzioni, alle forze economiche e imprenditoriali, agli organi di stampa, perché si sappia che da sole non potremo farcela ancora per molto.

Abbiamo bisogno non solo di solidarietà morale ma anche di quella economica».

Per il direttivo del Cedav- onlus il presidente del Centro Donna Antiviolenza, Avv. Carmen Curro’

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