“I doppi Caravaggio” punto di forza della Notte della Cultura

“I doppi Caravaggio” punto di forza della Notte della Cultura

“I doppi Caravaggio” punto di forza della Notte della Cultura

domenica 13 Febbraio 2011 - 04:05

Il mistero dei due S. Francesco in meditazione: ieri pomeriggio presentata la mostra che ha aperto la speciale notte per Messina. Tanti i visitatori che hanno affollato il PalAntonello

Grande partecipazione e grande entusiasmo. E’ così che è stata accolta la terza edizione della “Notte della cultura”, inaugurata ieri pomeriggio intorno alle 17.30 al Palantonello: il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, il direttore artistico dell’evento Giovanna Famà e tutti gli altri organizzatori hanno presenziato al concerto della Brigata Aosta e all’emozionante lettura del “Cantico delle Creature” dell’attore Maurizio Marchetti, accompagnato dal maestro Incudine. Poi, finalmente, l’evento clou della kermesse: l’apertura della mostra “I doppi Caravaggio: il mistero dei due S. Francesco in meditazione”. Come già anticipato, si tratta di due esemplari (l’uno – olio su tela, cm 128,2 x 97,4 – della chiesa di San Pietro a Carpineto Romano ma in deposito alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma; l’altro – olio su tela, cm 130 x 98 – di Santa Maria della Concezione, chiesa dei Cappuccini in via Veneto) assolutamente identici se non per qualche sfumatura di colore, che costituiscono il caso di doppio da più lungo tempo dibattuto negli studi su Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610).

Il “San Francesco in meditazione” è stato custodito per secoli, ignorandone l’autore, nella chiesa francescana di San Pietro Apostolo di Carpineto. Il quadro fu notato nel 1968 dalla storica dell’arte Maria Luisa Brugnoli, la quale suppose che quell’opera poteva essere attribuita quasi certamente al Caravaggio. A Roma, nella chiesa dei Cappuccini in via Veneto, era custodita un’opera apparentemente identica che per decenni ha tenuto in dubbio gli esperti. Poi, nel 2000, dalle indagini diagnostiche effettuate da Rossella Vodret – soprintendente per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Roma – è emerso che «nel San Francesco di Carpineto sono presenti non solo una serie di pentimenti compositivi nella esecuzione del dipinto (del tutto assenti invece nell’esemplare della Concezione), ma, soprattutto, una tecnica esecutiva – nella preparazione e nella costruzione della figura – del tutto analoga a quella riscontrata in altre opere di Caravaggio ed alla quale è invece completamente estranea quella della tela romana. La differenza sostanziale tra i due dipinti è tuttavia nella realizzazione complessiva delle figure: addolcito, ‘piacevole’, illuminato da una luce calda che tornisce le forme il San Francesco della Concezione; aspro, duro, essenziale, invece, l’originale caravaggesco, sfiorato da una luce livida e tagliente». Quindi, dopo analisi particolari, raggi x, esami stratografici, si è giunti alla certezza che la tela di Carpineto è quella realizzata da Caravaggio negli ultimi quattro anni della sua tormentata esistenza.

L’evento espositivo di Messina è reso possibile dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, che ha concesso in prestito le opere. Migliaia i messinesi che hanno visitato il PalaCultura che sorge sul viale Boccetta. Ma la Notte della cultura è stata ricca di manifestazioni in tutta la città. E la risposta è stata pronta: segno, questo, di una Messina che vuole vivere e che, quando le se ne offre occasione, non esita a mostrare tutto il proprio fermento.

(foto Sturiale)

Enrico Anastasi

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