Raccolta differenziata, politica tariffaria adeguata e creazione di piccole imprese per riciclare le materie prime: ecco le proposte dell’associazione
La Rete Rifiuti Zero torna ad invocare misure concrete per una corretta gestione dei rifiuti. Il timore dell’associazione è che la Sicilia piombi nell’emergenza esattamente come Napoli.
“Le ultime vicende – si legge in un comunicato- dimostrano che una soluzione basata su inceneritori e discariche temporanee/definitive manca di stabilità: è bastato un guasto agli impianti, qualche protesta degli operatori ecologici e Napoli è ripiombata nella emergenza igienico-sanitaria. Noi riteniamo – continua il documento- che queste vicende dimostrino i che la soluzione proposta dal governo per la Sicilia, basata sugli impianti e sull’incenerimento invece che su organizzazione del recupero e del riciclo, siano solo uno spreco di denaro pubblico e favori resi a grandi gruppi industriali”.
Secondo Rete Rifiuti Zero, “le cause dell’emergenza sono principalmente due: la prima è che produciamo toppi rifiuti e troppo velocemente; la seconda è che depositiamo nei cassonetti rifiuti sporchi insieme ad altro materiale pulito, che non sarebbe necessario buttare”.
Eppure , scrive il presidente Ginatempo, per risolvere il problema basterebbe la raccolta porta a porta, alla quale andrebbero associati altri semplici provvedimenti, tra i quali in particolare : “una politica tariffaria che incentivasse la riduzione di rifiuti e premiasse riuso, recupero e riciclo; e una politica industriale che favorisse la nascita di piccole imprese che potessero acquisire a basso costo le materie prime-seconde per riprocessarle .
Rete Rifiuti Zero si dice preoccupata per “ il ritardo nella presentazione del piano regionale dei rifiuti, atteso in ottemperanza al decreto governativo di commissariamento del 9/7, entro il 21/92” e fa appello al governatore Raffaele Lombardo “affinché voglia immediatamente e definitivamente abbandonare qualunque piano che preveda il trattamento solo a valle dei rifiuti, e muoversi lungo le linee da noi sopra suggerite. E ciò soprattutto allo scopo di non fornire pretesti al governo nazionale per imporre in Sicilia soluzioni drammaticamente sbagliate come quella applicata in Campania”.
