Addio archivio Quasimodo?
La nostra città sembra essere solo un grande life-motive per quanti sono convinti che -cosa pubblica- sia ossimoro di -cosa propria- (per non dire -cosa nostra-), e così forti o indeboliti da questi principi ci apprestiamo a vederci negare la possibilità di fruizione di un bene pubblico di enorme valenza culturale e turistica: l’archivio S. Quasimodo, per ora ospitato nei locali della provincia regionale di Messina, insieme ad altre importantissime opere provenienti dalla collezione AAPIT.
Non più visite guidate per gli alunni delle nostre scuole, e soprattutto un sito culturale in meno da offrire ai croceristi. E proprio delle attività riferite ai croceristi che ci soffermiamo a riflettere, perché la nostra amministrazione provinciale deve elargire alle compagnie di navigazione 2 € a passeggero affinché “scelgano- Messina come tappa dei loro itinerari, e poi?
Appena sbarcati troveranno l’ufficio per le informazioni turistiche chiuso (prima s ne occupavano i contrattisti AAPIT); non un depliant né una cartina, siti archeologici degradati a chiusi al pubblico, fontane con le erbacce, marciapiedi sconnessi e spazzatura. Solo costosissime escursioni in pullman, destinazione preferita Taormina. E a Messina cosa resta oltre il disagio?
Una attenta volontà politica cura con attenzione il degrado cittadino e delle sue opere d’arte, e se qualcosa dovesse funzionare lo trasferiamo altrove!
