Fumo e tabagismo, due “cancri” difficili da debellare...ma uscirne è possibile

Fumo e tabagismo, due “cancri” difficili da debellare…ma uscirne è possibile

Fumo e tabagismo, due “cancri” difficili da debellare…ma uscirne è possibile

sabato 06 Giugno 2009 - 09:39

Questa mattina a Palazzo Zanca, nell’ambito del week-end della salute, convegno “Uscire dal Fumo Si può” :ad intervenire medici ed esperti che sottolineano come, nonostante i numeri (80 mila decessi per fumo, 7 mila per incidenti stradali), si faccia ancora troppo poco per affrontare il problema

Tra le numerose di inesattezze che spesso si sentono ripetere o che in molti caso siamo noi stessi a pronunciare proprio in relazione al tema del fumo, ne esiste una che supera tutte le altre: «Il fumo non è un vizio ma una vera e propria malattia che crea dipendenza». Lo ha ripetuto più volte a chiare lettere e scandendo bene le parole il prof. Giacomo Mangiaracina, dell’Università Sapienza di Roma, direttore scientifico dell’area tabagismo della Lega Italiana per la lotta contro i tumori, intervenuto questa mattina nel corso del II convegno organizzato dal Centro Antifumo Nuova vita, tenutosi nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Ad intervenire anche il prof. Di Carlo, direttore scientifico dell’Istituto Dermatologico S.Gallicano di Roma, il prof. Impera psicologo e pedagogista e direttore della comunità di accoglienza di Ragusa, il prof. Corvaja esperto in pneumologia al Policlinico di Messina e il prof Nicita Mauro ordinario di geriatria e gerontologia dell’azienda ospedaliera universitaria.

Un presupposto fondamentale quello esposto dal professore, necessario per evitare di aggiungere ulteriore confusione ad un problema già abbastanza complesso e che, nonostante le cifre parlino chiaro, tende a non essere tenuto nella dovuta considerazione: «I numeri e le percentuali a nostra disposizione non lasciano dubbi: i decessi provocati dall’abuso di sigarette e dunque di nicotina, sostanza che impiega dagli 8 ai 10 secondi (una boccata) per provocare i suoi effetti sul cervello, sono all’incirca 80 mila; quelli causati da incidenti stradale intorno ai 7 mila. Per tutta risposta si fa di tutto per cercare di aumentare i livelli di sicurezza stradale tramite l’organizzazione di iniziative, manifestazioni e l’approvazione di leggi ad hoc, e invece per combattere il “cancro del fumo” – continua il prof. Mangiarancina – gli interventi “esterni” sono ancora insufficienti».

Una critica costruttiva quella che l’esperto cerca di porre all’attenzione dei presenti per sottolineare, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, la centralità di una questione con cui spesso ci si trova a che fare solo per la voglia di superare sé stessi e mettersi alla prova: «Alzi la mano chi tra i presenti – afferma il medico indicando e coinvolgendo la platea – non si è mai trovato, anche solo per gioco , a tenere una sigaretta nelle mani e fare il primo tiro. Quasi tutti, me compreso – afferma il professore – : tuttavia poi è uno 1 su 4 che decide di continuare; un dato che fa capire come alla fine non si tratti di un’esperienza poi così esaltante. Ad una certa età però è un meccanismo che non tutti riescono a comprendere».

Da qui la necessità di insistere il più possibile su una campagna di prevenzione che renda i giovani consapevoli dei rischi che corrono qualora decidano di optare per la strada sbagliata quello cioè di continuare a stringere tra le dita una rotolo di carta di 10 cm imbottito di sostanze assolutamente dannose per la salute. Un tema approfondito soprattutto nella seconda parte del convegno, quella in programma nel pomeriggio, rivolta proprio agli studenti delle scuole. Un incontro-dibattito organizzato sì per diffondere una cultura del “no-al fumo”, ma soprattutto per capire dai diretti interessati magari attraverso il racconto delle proprie esperienze personali, perché decidano di prendere parte a quello che è sempre più diventato un rito di “iniziazione” all’adolescenza.

Un appuntamento, quello odierno, inserito nell’ambito del “Week-end della Salute”, che come sottolineato dall’amministratore unico di Nuova Vita, su “assist” fornitogli dal sindaco Buzzanca cui sono spettati i “volanti” saluti di benvenuto, deve cercare di rappresentare un tassello che possa contribuire alla creazione di un ponte di iniziative tra Messina e Roma che permetta di ottenere qualche risultato concreto in tema di miglioramenti e prevenzione.

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