Sarà la compagnia assicuratrice dei privati che hanno subito l'incendio ad intervenire per ripare i danni occorsi alla pavimentazione della Galleria. Un bene che, continuando di questo passo, è destinato a -perdersi-. Spazio ai privati?
Mentre sono in corso le indagini dei Carabinieri per confermare l’ipotesi di corto circuito che avrebbe determinato il rogo divampato nella notte tra lunedì e martedì alla discotesca “Re Vittorio”, questa mattina i rappresentanti di Palazzo Zanca hanno effettuato un sopralluogo all’interno della Galleria Vittorio Emanuele, dove si trova il locale, per verificare i danni subiti dalla pavimetazione dopo gli interventi effettuati dai vigili del fuoco, che attraverso la galleria hanno fatto ingresso nel seminterrato dove la discoteca è stata ricavata. Secondo quanto stabilito, sarà la compagnia assicurativa dei privati proprietari del ritrovo, ad intervenire per eliminare i danni subiti da una parte del mosaico che costituisce la pavimentazione della Galleria stessa. Essa è formata da un unico tappeto musivo in piastrelline di ceramica, con tessere di diverso formato e colore, esteso per 900 metri quadrati, fornito negli anni venti dalle industrie di ceramica e porcellana di Cremona.
Un bene prezioso, quello di piazza Antonello, che purtroppo però, a qualche anno di distanza dalla riapertura dopo gli interventi di recupero e restauro, sembra aver imboccato nuovamente la strada dell’abbandono. Colonne e muri esterni sono tappezzati di scritte, firme, numeri, adesivi, e all’interno non va certamente meglio: da un lato, infatti, i problemi legati alle mancate concessioni degli spazi esterni ai titolari dei bar presenti in Galleria, hanno determinato il progressivo “svuotamento” della stessa, offredo persino nel fine settimana un desolante spettacolo per pochi intimi; dall’altro la mancata chiusura delle cancellate (in entrambi gli ingressi), rende lo spazio preda di vadali, tossicodipendenti e barboni che, soprattutto in inverno, vi trovano rifugio.
Ecco dunque perchè, fatti ed esperienze negative, compreso l’ultimo in ordine di tempo, dovrebbero fornire spunti di miglioramento. Un’idea, ad esempio, potrebbe essere la concessione a privati, da parte del Comune, della Galleria Vittorio Emanuele. Un gruppo di imprenditori che, sempre con la “sovrintendenza” di Palazzo Zanca, potrebbero occuparsi della manutezione degli spazi, dell’abbellimento e del decoro, in cambio di ulteriori garanzie da parte della stessa amministrazione. Una strada, come tante altre potrebbero esserne seguite, per non assistere impotenti alla perdita di una delle zone più caratteristiche della città, potenziale meta di flussi turistici soprattutto nelle ore mattutine. Contrariamente, continuando di questo passo, si rischia di perdere una ricchezza che in tanti comuni italiani rappresenta e rappresenterebbe invece un punto di forza. Ennesimo paradosso -alla messinese-.
