Ipotesi di riutilizzo della linea ferroviaria attualmente dismessa ai fini del trasporto pubblico
I vostri articoli – Sono un ingegnere neo-laureato, lettore abituale di Tempo Stretto, e so bene quanto la redazione sia sensibile ai problemi che riguardano il trasporto pubblico e la mobilità in città. A tal proposito, vorrei portare all’attenzione dei lettori un’idea che potrebbe contribuire in modo concreto al rilancio del trasporto pubblico urbano.
Nel mio lavoro di tesi ho analizzato la fattibilità di un servizio di metropolitana di superficie, identificato col termine di “FERROVIA SUBURBANA”, operante tra la Stazione Centrale FS di Messina e la popolosa zona collinare di Bisconte, a ridosso del centro urbano. L’idea della ferrovia suburbana nasce dalla riconsiderazione di una risorsa abbandonata, quale la vecchia linea ferroviaria per Palermo, dismessa da qualche anno con l’entrata in esercizio della nuova galleria sotto i Peloritani. Tale linea fungerebbe, quindi, da collegamento tra la popolosa zona collinare di Messina e la zona costiera, proponendosi quale integrazione della MetroFerrovia Messina C.le – Giampilieri, della quale, tra l’altro, presenterebbe caratteristiche del tutto simili.
L’opera ipotizzata si colloca in un contesto, quale quello della città di Messina, caratterizzato da un servizio di trasporto collettivo urbano su gomma totalmente inefficiente e da un intenso ricorso al mezzo di trasporto privato. L’intento è, quindi, quello di offrire alla collettività un servizio moderno, efficiente ed eco-compatibile, che consenta di spostare quote significative di utenza dal trasporto privato a quello pubblico, ovviando quindi agli intensi fenomeni congestivi che affliggono il centro città.
Tale obiettivo può essere conseguito, in particolare, solo attraverso l’adozione di una serie di accorgimenti mirati ad incrementare il grado di attrattività del servizio:
a) un’opportuna collocazione delle fermate, ubicate in modo tale da promuovere l’intermodalità con gli altri servizi di trasporto, servire alcune delle zone più popolose della città di Messina ed alcuni importanti poli attrattori/generatori dei flussi di traffico;
b) la realizzazione di un parcheggio d’interscambio in corrispondenza del capolinea di Bisconte;
c) elevate frequenze di esercizio;
d) utilizzo di veicoli moderni, prestanti e confortevoli.
Da un punto di vista pratico, il servizio ipotizzato dovrebbe svolgersi tra la stazione di Messina C.le e la zona di Bisconte, utilizzando, in parte, il fascio di binari che si estende dalla stazione al deposito mezzi dell’ATM, in parte la linea ferroviaria dismessa, opportunamente risanata mediante l’adozione di una moderna sovrastruttura (atta a limitare rumore e vibrazioni).
Lungo il percorso sono previste 7 fermate, tutte posizionate secondo i criteri sovraesposti: 1) Stazione C.le; 2) Santa Cecilia, in corrispondenza di Via S. Cecilia 3) ATM, nei pressi del deposito ATM; 4) Policlinico, in prossimità del Policlinico e del carcere di Gazzi; 5) S. Maria degli Angeli, destinata a servire le utenze dirette al cimitero ed in località Santo; 6) Viale Europa, situata sul tratto iniziale del ponte ferroviario che attraversa il Viale Europa; 7) Capolinea di Bisconte, localizzato in un’area priva di edifici in cui è prevista anche la realizzazione del parcheggio d’interscambio.
Il veicolo ipotizzato per effettuare il servizio di Ferrovia Suburbana è il Minuetto, caratterizzato da massimo confort, alte prestazioni ed elevati livelli di sicurezza. La frequenza dovrebbe essere quantomeno pari ad un treno ogni 20 min, nelle fasce orarie di punta, ed uno ogni 30 min, nei periodi di morbida.
Alla luce dei calcoli effettuati, l’intervento dovrebbe richiedere un onere finanziario complessivo di circa 12-13 milioni di euro, nettamente inferiore a quanto ipotizzato nel 2006 dal Piano Urbano della Mobilità.
Le analisi trasportistiche effettuate (simulazioni di traffico) hanno permesso, poi, di evidenziare l’indiscussa utilità del servizio ipotizzato, come dimostrato dal suo ampio utilizzo da parte degli utenti. La sua validità è, inoltre, suffragata dai numerosi ed evidenti vantaggi ad esso connessi:
– riduzione dei costi di investimento in virtù dell’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria già esistente;
– la possibilità di offrire agli utenti di alcune popolose zone collinari, trascurate dall’attuale servizio di trasporto pubblico, una connessione diretta, sicura ed efficiente col centro cittadino;
– la possibilità, offerta agli utenti provenienti dalla tangenziale, di abbandonare l’auto al parcheggio d’interscambio e raggiungere qualsiasi punto della città senza l’impiego del mezzo privato, evitando cosi i problemi di parcheggio ed i fenomeni congestivi ad esso connessi;
– maggior frequenza, rapidità e puntualità del sistema rispetto ai servizi di trasporto collettivo urbano su gomma (soggetti alla congestione del traffico, più scomodi e non percepiti come un riferimento fisso da parte degli utenti) con conseguente riduzione dei tempi di attesa;
– minore impatto, dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e acustico, e maggiore efficienza energetica rispetto al trasporto su gomma.
Sono consapevole del fatto che tale proposta è forse utopistica in una realtà deprimente quale è la nostra. Tuttavia sono allo stesso tempo convinto che la realizzazione di un servizio di questo tipo e, più in generale, di un sistema di trasporto integrato, efficiente e sostenibile possa rappresentare senza dubbio un motivo di rilancio per un città, quale quella di Messina, interessata nei prossimi anni da un ampio processo di trasformazione.
