Risanamento a Messina. Il racconto di chi ogni giorno aziona le ruspe per sbaraccare la città
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Quello del rione Taormina è uno baraccamento lungo e complesso. E’ la seconda baraccopoli più grande di Messina, dopo quella di Ritiro a Giostra. Ecco perché il progetto di demolizioni è stato suddiviso in diversi lotti. Insomma verrà abbattuta un pezzo alla volta. O meglio una stecca alla volta.

Ecco come procederanno le demolizioni
C’è una prima striscia già demolita da tempo che è quella che si affaccia sulla via Taormina. Poi la striscia di via Quinto Ennio che dalla via Taormina scende verso il mare, costeggiando il muro della caserma. Qui finalmente è stata demolita anche l’ultima baracca. Ora toccherà alle baracche di via Edison.

L’impresa impegnata nelle demolizioni
A lavorare ogni giorni fra polvere, amianto e rifiuti è l’impresa messinese Cericola. La ditta ha già sbaraccato diverse zone di Messina. Gli operai sono impegnati contemporaneamente su più fronti: demolizioni nel rione Taormina, bonifica di Fondo Saccà e cantierizzazione della baraccopoli ex Lavatoio a Giostra. Il direttore tecnico dell’impresa, Daniele Picci, racconta il lavoro portato avanti negli ultimi anni.

“Nel rione Taormina tanti imprevisti, rifiuti speciali e amianto”
“Le demolizioni nel rione Taormina sono state complesse. Ci sono stati diversi imprevisti da affrontare, oltre alla rimozione di tonnellate di rifiuti e cemento amianto. Tutti fattori che ovviamente rallentano le demolizioni”, spiega Picci. C’è da specificare, infatti, che non basta azionare una ruspa per demolire in fretta. Prima di passare alle demolizioni vere e proprie ci sono una serie di passaggi da fare. Ad esempio svuotare ogni singola baracca dai rifiuti accumulati.

Le baracche disabitate diventano discariche
In diverse baraccopoli di Messina, infatti, è capitato e continua a capitare che le casette disabitate vengano trasformate in discariche. Inoltre ogni volta che si trova dell’amianto, sui tetti o sotto i pavimenti, bisogna fermare le ruspe e rimuoverlo in sicurezza. E’ necessario che gli operai indossino una tuta specifica e che il materiale considerato pericoloso e inquinante venga isolato negli appositi sacchi per lo smaltimento. Così come per i rifiuti speciali o gli ingombranti che vengono trovati all’interno delle baracche.
