Interventi di ristrutturazione sulla fontana di Orione. Aggiudicazione provvisoria della gara d'appalto

Interventi di ristrutturazione sulla fontana di Orione. Aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto

Interventi di ristrutturazione sulla fontana di Orione. Aggiudicazione provvisoria della gara d’appalto

mercoledì 27 Gennaio 2010 - 10:02

I lavori necessari per rendere possibile la conservazione del monumento

La Struttura organizzativa per la Valorizzazione del Patrimonio Artistico-Culturale della città ha aggiudicato provvisoriamente alla ditta CRIMISOS Società Cooperativa di Palermo, il pubblico incanto per gli interventi per la tutela dell’integrità e per la conservazione della fontana Orione di piazza Duomo, che su un importo a base d’asta di 36.138,76 euro ha offerto un ribasso del 7,3152 per cento. L’intervento rientra nel programma che l’assessore alle politiche culturali, Giovanni Ardizzone, ha varato nei mesi scorsi, in un programma generale per il restauro conservativo delle fontane; il ripristino dell’impianto idraulico e dell’illuminazione artistica.

Quella di Orione è la fontana realizzata nel 1547 dal Montorsoli, artista che nel 1557 ultimò anche quella del Nettuno. Giovanni Angelo Montorsoli (1507-1563), allievo toscano di Andrea Ferrucci da Fiesole e quindi seguace di Michelangelo, fu architetto del Senato (1547-1557) e legò il suo nome a molte opere di Messina, tra le quali, la fontana del Nettuno, deputata a nobilitare la Cortina del Porto. Annoverata dalla critica tra le più eminenti del Rinascimento europeo, la cinquecentesca fontana si lega alla progettazione che nel 1530 l’architetto Francesco La Cameola firmò per un acquedotto per canalizzare le acque del Camaro.

La fontana fu completata nel 1553 dal Montorsoli che realizzò l’apparato scultoreo rispondendo all’esigenza di evidenziare le remote origini della città, attribuite al mitico cacciatore Orione, posto all’apice della fontana. Strutturata con più vasche sovrapposte secondo una tipologia rinascimentale, con l’adozione di un complesso apparato figurativo desunto dalla mitologia classica che fu modulato alle finalità celebrative del monumento, la fontana nel 1612 fu chiusa con cancelli in ferro, che lasciavano le vasche esterne per attingere acque e nel 1855 chiusa interamente. La grande vasca dodecagonale presenta quattro lati rientranti in cui sono alloggiate altrettante vasche ovali, mentre otto dadi, posti al suo esterno, reggono altrettante statue in pietra nera di mostri mitologici.

La grande vasca è inoltre sostenuta da una serie di cariatidi e telamoni a mezza figura, mentre sui quattro lati rientranti sono sdraiate statue raffiguranti i fiumi Tevere, Nilo, Ebro e Camaro, che versano acqua nelle vasche sottostanti da brocche capovolte.

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