Di seguito l'amaro sfogo di una delle moglie dei tanti commercianti che domani saranno regolarmente a lavoro
Preg.mo Assessore,
Le chiedo scusa per l’intrusione, ma desideravo renderLa partecipe del malcontento di alcune famiglie di commercianti della sua città.
Per l’ennesima volta i grossi centri con commessi che fanno i turni hanno deciso cosa fare. Domani, 17 marzo 2011 Festa Nazionale, dopo il lungo dibattito tra il Presidente della Repubblica, alcuni partiti e la Marcegaglia, si è deciso che non si doveva lavorare, che sarebbe stata festa per tutti. Quindi scuole chiuse, uffici chiusi, fabbriche chiuse, banche chiuse, Municipio chiuso, svariate manifestazioni in tutte le città.
E invece? In questa città dove a decidere sono sempre i più forti, i negozi come sempre rimarranno aperti.Non mi si dica che è facoltativo! Lei dovrebbe sapere meglio di me che la parola discrezionale, nella nostra città è sinonimo di TUTTI APERTI.
I piccoli commercianti che non hanno commessi che turnano, sono così costretti ad essere presenti a lavoro, ed ad essere per l’ennesima volta assenti in famiglia.
Ci aiuterebbe a giustificare quest’assenza ai loro figli?
Augurandomi che il prossimo giorno di festa sia tale per tutti.
Grazie, distinti saluti
La moglie di un commerciante
