Maltempo il giorno dopo. La Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe danneggiata da infiltrazioni d’acqua

Maltempo il giorno dopo. La Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe danneggiata da infiltrazioni d’acqua

Maltempo il giorno dopo. La Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe danneggiata da infiltrazioni d’acqua

martedì 01 Marzo 2011 - 23:59

Il temporale ha creato danni anche all’edificio sacro presente nei pressi di via Tommaso Cannizzaro e realizzato nel 1626

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa in occasione del 299°anniversario della lacrimazione del Bambinello. Oggi torniamo a parlare della Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe ma per una ragione ben diversa, e purtroppo sempre in relazione al maltempo di ieri. La pioggia caduta con violenza anche in pieno centro città ha infatti determinato delle infiltrazioni d’acqua nel tetto dell’edificio sacro che hanno causato anche la caduta di parti della struttura superiore (vedi immagini). Come mostrano gli scatti, polveri e tracce di intonaco coprono i banchi posizionati all’interno della struttura. Sarà dunque ora necessario capire quali interventi bisognerà portare a termine per ripristinare le condizioni di sicurezza nella Chiesa di via San Giovanni Bosco.

La chiesa, costruita nel 1626 da Padre Antonio Fermo da Gesso, era decorata con marmi, stucchi e cornici; aveva anche oratori e due Cappelle per lato, due delle quali erano più grandi della navata centrale. Tutto questo andò distrutto con il terremoto del 1908. Dopo il sisma, la ricostruzione della chiesa ebbe inizio nel 1918 col suo rimpicciolimento, tanto che oggi si presenta con un’ unica navata. L’opera più preziosa che si conserva è un Bambino Gesù in cera, detto -delle Lacrime-, perché lacrimò prodigiosamente diverse volte mentre era ancora custodito nella chiesa di S. Gioacchino. La chiesetta ha l’altare maggiore in stile barocco a tarsie marmoree, sovrastato da una nicchia coronata da una testina d’angelo. Si conserva anche un prezioso confessionale in legno scuro massiccio del ‘600. Fra i dipinti, anche due tavole raffiguranti Sant’Ignazio e San Filippo Neri, attribuite al Paladino.

(foto Sturiale. Altri scatti su photogallery)

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