E’ un freddo mattino di Marzo. Fuori è ancora buio quando mi alzo per andare a prendere il mio aereo: sono appena le 4.00!
Apro il rubinetto, continuo a farlo tutte le mattine, non so se è più un’abitudine, una speranza o un vizio!
Inutile, non c’è acqua. Non ce n’è mai stata qui a casa mia, zona Sud della città. Ogni sera la tolgono per rimetterla al mattino, ma alle 4.00 è decisamente troppo presto.
Mi lavo con un po’ di acqua minerale, stasera quando sarò in albergo dopo una giornata di lavoro, potrò finalmente farmi una doccia!
Esco di casa alle 4.35 e devo fare attenzione: i sacchetti di spazzatura sparsi sul marciapiedi, preda di cani e gatti randagi, costituiscono ormai un’abitudine. Scanso un mobiletto che ha sicuramente vissuto tempi migliori, salto una tazza da WC sfondata e, finalmente, approdo illeso alla mia auto.
Metto in moto e parto. Fra 4 ore sarò nel mio ufficio a Firenze e potrò dire di tornare a vivere nella civiltà.
Povera Messina! E pensare che per 2 volte nella mia vita mi sono trasferito al Nord e ogni volta ho fatto i salti mortali per tornarmene qui. L’amore per la mia terra è stato troppo forte ma adesso a 57 anni mi è rimasto solo un grande senso di colpa: aver costretto i miei figli a crescere in un posto senza futuro!
