“Messina tra Umanesimo e Rinascimento”, presentato il libro di Salvatore Bottari

“Messina tra Umanesimo e Rinascimento”, presentato il libro di Salvatore Bottari

“Messina tra Umanesimo e Rinascimento”, presentato il libro di Salvatore Bottari

giovedì 03 Marzo 2011 - 22:09

A Palazzo Zanca presentato il nuovo libro edito da Rubbettino

Il compito assurto dal libro non è di facile portata: riuscire a delineare un panorama il più possibile oggettivo ed esaustivo della realtà messinese in un periodo storico tanto importante quanto complesso come quello rinascimentale. Diversi gli interventi di docenti universitari ed esperti storici che durante l’incontro hanno discusso sulle tante tematiche delle quali il libro si serve per ripercorrere il Rinascimento messinese osservandolo da più prospettive. Ad introdurre la discussione la professoressa di storia moderna Michela Dangelo, che ha sottolineato la capacità con cui Bottari ha saputo osservare “dall’esterno” l’evoluzione di questo imponente periodo storico, oltrepassando il perimetro dei confini siciliani per fornirci una panoramica storica dell’intero bacino Mediterraneo di cui, proprio in quel periodo, Messina rappresentava uno dei principali punti di snodo(forte di uno dei più importanti porti commerciali). Significativo anche l’intervento del professore di storia moderna Francesco Benigno, il quale ha espresso una sincera ammirazione per la maestria con cui l’autore, restio nel far propria quella spesso sterile schematicità di cui la storiografia moderna si serve per le sue analisi, riesce a rivendicare uno tra i più floridi periodi storici per Messina, nonché la stessa posizione di rilievo che la città ha avuto non solo nell’ambito economico, ma anche in quello artistico e culturale. Nell’ampio spettro tematico del libro, accanto all’analisi prettamente storica, ritroviamo un’attenta disamina sociale che mira ad identificare i rappresentanti delle élites politiche del tempo: l’autore rintraccia i protagonisti della realtà messinese dell’epoca non all’interno di una classe sociale “senza volto”( come quella della classe nobile a cui fa riferimento la spesso disattenta storiografia tradizionale)ma all’interno del popolo messinese, fatto di figure appartenenti all’alto rango ma anche alle nuove classi sociali emergenti, come quella degli artigiani che proprio in questo periodo godeva di una forte influenza. Dalla sfera sociale ci inoltriamo poi all’interno di quella artistica, dove giganteggia la figura di Antonello da Messina, figura che è doveroso rendere emblematica di quella rinascita culturale di cui Messina fu a pieno titolo protagonista(rivendicata da quella posizione di emarginazione rispetto all’Italia rinascimentale in cui almeno fino al xx secolo la città è stata arginata dalla storiografia moderna). Un’analisi storica che si rivela unitaria nella sua molteplicità di approcci, il cui tessuto connettivo risulta essere anche il tema portante dell’Umanesimo : la riscoperta dell’identità umana. Un libro che non interessa solo lo storico specialista, ma anche tutti coloro che spinti da curiosità abbiano voglia di inoltrarsi in questa affascinante epoca storica , fatta di un’arretratezza sociale gattopardesca, ma anche di una grandiosa carica ideologica portata avanti da una classe dirigente che seppe porre sullo stesso piano politica e cultura, che rese Messina quella che era(e sarebbe)giusto che fosse: una Grande città.

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