Milano-Cefalù con la croce

Milano-Cefalù con la croce

Milano-Cefalù con la croce

domenica 26 Settembre 2010 - 08:06

Salvatore Glorioso, l'uomo partito da Milano il 10 luglio scorso, sta raggiungendo la meta prefissata

Con uno zaino, un marsupio, una stampella (per via di un’ infiammazione al ginocchio) e…una croce in spalla, Salvatore Glorioso, cinquantunenne, originario di Cefalù – dove è diretto- sta ormai raggiungendo la meta prefissatasi il giorno della sua partenza avvenuta da Milano il 10 luglio scorso.

E’ già arrivato in Sicilia e nel corso di questi mesi la sua avventura ha fatto discutere ed anche commosso l’intera nazione. Salvatore è un padre che dopo aver divorziato dalla moglie non ha avuto più la possibilità di vedere i suoi figli, il suo gesto infatti vuole essere oltre un voto religioso anche un messaggio alle istituzioni al fine di rivedere la normativa in merito all’affidamento dei figli che, nonostante le modifiche degli ultimi anni, vede ancor oggi i padri in posizione meno tutelata rispetto alle madri. E’ quanto accaduto anche a Salvatore, che, dopo due anni senza poter vedere i figli, ha quindi deciso di compiere questo lungo viaggio con tanto di croce rappresentativa della sua sofferenza e del suo sacrificio.

La croce che si porta dietro è alta 4 metri, larga 2, e pesa 25 chili, all’estremità ha delle rotelline per agevolare il trasporto ma proprio per questa ragione Salvatore ha ricevuto ben due verbali dagli agenti della Polizia Stradale, che lo hanno fermato lungo il suo viaggio, lamentando l’assenza di opportuna segnaletica sulla croce stessa oltre al giubbotto catarifrangente indosso all’uomo. Giunto a Roma, Salvatore avrebbe voluto incontrare il Papa, ma non gli è stato permesso ed è stato allontanato. -Ho fatto un voto religioso – ha dichiarato – devo raggiungere i miei familiari a Cefalù. Il mio viaggio è stato contornato da numerose vicissitudini; due multe, molti posti di blocco e richieste di controlli, a Pavia volevano addirittura internarmi; ed un’infiammazione al ginocchio mi ha fermato per venti giorni in Toscana; ma non mi scoraggio, vado avanti, devo raggiungere il Santuario della Madonna di Gibilmanna, il voto che ho fatto lo devo pagare, costi quel che costi».

Il suo è un cammino spirituale ma che si è trasformato nel simbolo di tanti padri separati che non hanno più la possibilità di stare con i propri figli, vivendo e facendo crescere giorno dopo giorno un -pressochè normale- rapporto. A dimostrazione della condivisione del gesto di Salvatore è stato anche creato un -Gruppo di Supporto per Salvatore Glorioso- su Facebook, lo scopo è chiaramente espresso: -Aiutarlo! Scambiare informazioni sulla sua posizione, cercare di incontrarlo durante il suo viaggio dandogli un supporto morale, portargli qualcosa da bere, aiutarlo a trovare da dormire. E magari…-se e’ d’accordo- fare un pezzo di strada con lui.-

Salvatore Glorioso è arrivato a Messina venerdì e ripartirà domani mattina verso Cefalù.

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